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Ultimo aggiornamento: 9:49 del 26 Ottobre 2022

Conte a Meloni: “Ma non è che alla fine l’agenda Draghi vuole scriverla lei? Suo discorso rivendica continuità con governo uscente”

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Dure parole di Giuseppe Conte verso la neo presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “L’unica certezza che emerge dal discorso è che ci ha restituito la rivendicata continuità con il governo Draghi, il segnale più evidente di questa continuità è nell’aver affidato la guida del ministero dell’Economia al ministro (Giancarlo Giorgetti ndr.) che per primo ha teorizzato e praticato il metodo Draghi, il ministro che è arrivato ad auspicare una gravissima torsione costituzionale con Draghi al Quirinale incaricato di guidare il convoglio governativo da lì”, ha detto l’ex premier, ora deputato del Movimento 5 stelle, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia. “Il suo indirizzo economico potremo sintetizzarlo come un neoliberismo di ispirazione tecnocratica che le consente di strizzare l’occhio alle istituzioni internazionali e spiega l’opposizione morbida, a tratti compiacente, con il governo uscente”, continua Conte che pone una domanda. “Viene un dubbio, ma non è che alla fine l’agenda Draghi vuole scriverla lei? Non è da escludere che in questo caso troverà appoggi anche dai alcuni banchi dell’opposizione”.

Quindi l’ex premier prosegue: “Questa impostazione a me preoccupa molto perché la conosciamo già, nasconde un’idea del mondo in cui i mercati vengono prima dei diritti e la finanza si ritrova a dettare legge anche su urgenze di famiglie e imprese. Ma soprattutto ci preoccupa perché ovunque è stato perseguito questo modello si è rilevato un acceleratore di diseguaglianze – spiega ancora – – E anche la scelta di affidare la guida del ministero della Difesa a chi rappresentava gli interessi del settore, è una scelta che conferma una sicura corsa al riarmo, in totale continuità con il governo uscente”.

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