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Ultimo aggiornamento: 17:04 del 7 Ottobre 2022

Lega, il confronto (a porte chiuse) tra i militanti e Salvini: “La base ha chiesto di tornare a parlare di Nord. Ci sono state critiche, inutile nasconderlo”

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“Ripartire dal Nord”. Lo chiedono i militanti leghisti del Varesotto che ieri sera per oltre tre ore si sono confrontati con Matteo Salvini a Saronno. Un incontro a porte chiuse per fare il punto dopo il verdetto delle urne che ha visto la Lega doppiata da Fratelli d’Italia anche nelle sue roccaforti lombarde. “Ci sono state critiche, è inutile nasconderlo” spiega il referente provinciale Stefano Gualandris aggiungendo che la maggior parte dei 23 interventi dalla base si è concentrata sul tema “dell’autonomia”. Ma tra i militanti non c’è molta voglia di parlare con i giornalisti. L’ordine di scuderia è quello “di non rilasciare dichiarazioni” spiega un signore prima di mostrare la tessera del partito per varcare l’ingresso. Dentro all’auditorium si entra solo con la tessera e la carte d’identità. Salvini e Giorgetti entrano direttamente in auto evitando i cronisti. Tra i pochi che rompono il silenzio prima dell’inizio c’è Marco Perin, militante leghista di Azzate: “Dobbiamo tornare a parlare di Nord, un concetto che si era perso nell’ultimo periodo. La Lega nazionale non ha funzionato”. Gli fa eco un altro militante: “Per uscire dalla crisi serve il federalismo”. La ricetta? “Fidarsi meno di alcuni alleati o di altri partner e fare le nostre battaglie” spiega il sindaco di Gallarate Andrea Cassani. E se l’autonomia non dovesse essere un tema prioritario con gli alleati di Fratelli d’Italia? “Senza quella si esce dal governo” conclude il sindaco di Samarate Enrico Puricelli.

L’incontro inizia poco dopo le 21 con gli interventi dei militanti. Le tende sono oscurate e le scale attorno all’edificio sono presidiate da polizia e carabinieri che impediscono a giornalisti e curiosi di avvicinarsi alla sala. Quando però prende parola Salvini il tono di voce si alza e alcuni pezzi del discorso arrivano anche in strada: “Chiediamo un ministero della Natalità e della famiglia” dice il leader leghista che poi promette i congressi: “Li faremo tutti”. Sullo sfondo rimane la questione del Comitato del Nord lanciato da Umberto Bossi pochi giorni fa. Chi era in sala racconta che Salvini ha caldeggiato la proposta del fondatore del Carroccio: “Se Bossi fa il Comitato del Nord è giusto che si faccia il Comitato del Nord”. Ma il leader leghista avrebbe lanciato anche un avvertimento a chi vorrebbe usare il senatur per i propri scopi. Al termine dell’intervento Salvini si rifugia in macchina e scappa via senza rilasciare dichiarazioni. “Noi ce l’abbiamo sempre duro – conclude militante storico di Saronno Elio Fagioli. E Salvini? “Anche lui”.

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