Stop alla produzione di birra per un giorno. Niente bottigliette di Menabrea, quindi per 24 ore perché manca l’anidride carbonica. Lo spiegano i dirigenti dell’azienda di Biella in un’intervista a Repubblica. “La carenza di CO2 è un problema anche da noi. Oggi siamo fermi nello stabilimento di Biella, ma domani contiamo di potere ripartire”, spiegano dagli uffici piemontesi. La ragione? Aumento dei prezzi dell’energia e le complicanze dovute al settore dei trasporti. Insomma, nell’evo perfetto della corsa a perdifiato e dell’iperproduzione mancano i soldi per le bollette e i camion con la merce non si sa più quando arrivano.

Le aziende come Menabrea, infatti, utilizzano la CO2 per togliere l’ossigeno all’interno delle bottigliette di birra, ma anche per riempire i fusti da consegnare a bar e ristoranti. Come del resto fanno tutti i produttori del settore. Tanto che nei giorni scorsi sono stati i belgi produttori della Delirium Tremens a parlare di blocco dell’attività per la prima volta dopo 100 anni e i danesi della Carlsberg che annunciano la chiusura degli stabilimenti polacchi.

Articolo Precedente

Kim Rossi Stewart: “Cerco Dio, sono andato a Medjugorje. Nel cristianesimo ci sono le istruzioni per l’uomo più sagge in cui mi sia mai imbattuto”

next
Articolo Successivo

Wanna, la sublime docuserie di Netflix su Wanna Marchi: televendite, truffe, maghi, marchesi, la Camorra e Dell’Utri

next