Dopo il calo di luglio (-10,4%), ad agosto il mercato dell’auto nell’Unione Europea è tornato a crescere dopo tredici mesi di cali continuativi, facendo registrare un +4,4%. Anche se va specificato che i poco più di 650 mila veicoli immatricolati rappresentano un risultato ben al di sotto dei livelli pre-pandemia.

Considerando il cumulato dell’anno fino ad oggi, tuttavia, il segno rimane negativo. La perdita nei primi otto mesi dell’anni è infatti dell’11,9% (6 milioni di nuove auto in totale), determinata dalle battute d’arresto dei principali mercati continentali: Italia (-18,4%), Francia (-13,8%), Germania (-9,8%) e Spagna (-9,4%).

Allargando l’analisi all’intera Europa occidentale, il trend non cambia. Nei paesi UE, più quelli EFTA e il Regno Unito, ad agosto si sono venduti il 3,4% di nuovi veicoli in più rispetto allo stesso mese del 2021. Anche in questo caso, però, il computo delle immatricolazioni da inizio anno è in rosso: -11,8%. Un dato ancor più allarmante se confrontato quello dell’ultimo periodo simile prima della pandemia, nel 2019: in questo caso, manca all’appello un’auto su tre (-33,3%).

E il rush finale verso la chiusura dell’anno non promette nulla di buono. Perché agli strascichi della pandemia, agli effetti della guerra tra Russia e Ucraina e alla carenza di semiconduttori “si stanno aggiungendo due ulteriori importanti elementi negativi: l’aumento vertiginoso dei costi dell’energia e la crescita dell’inflazione che finirà per incidere in maniera significativa anche sui prezzi delle automobili”, come fa notare il Centro Studi Promotor.

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