Follower, like, sponsorizzazioni e chi più ne ha più ne metta. Dietro ai famigerati ‘influencer‘ c’è un mondo tutto da scoprire. Ma soprattutto ci sono tanti, tanti soldi. Ne parla Il Messaggero in un articolo in cui vengono ripresi i risultati di una recente ricerca di Adobe, Future of Creativity. Lo studio ha intervistato 9.000 “content creator” (letteralmente i creatori di contenuti) in alcuni Paesi come Gran Bretagna, Stati Uniti, Spagna, Giappone e Brasile concludendo che, in media, i più ricchi sono quelli britannici. Quanto guadagnano? Fino a 117 sterline all’ora. Stando a quanto riportato dalla classifica Instagram Rich stilata da HopperHQ, nel 2021 il più pagato al mondo non era un inglese, bensì un portoghese. Parliamo di Cristiano Ronaldo, 442 milioni di follower (quando venne realizzata l’analisi, adesso sono 478 milioni). Per un singolo post può chiedere agli inserzionisti circa 2 milioni di dollari.

A seguirlo l’imprenditrice americana e personaggio tv Kylie Jenner (1.835.000 dollari a post) e ancora, in ordine: Lionel Messi, Selena Gomez, Dwayne ‘The Rock’ Johnson, Kim Kardashian, Ariana Grande, Beyoncé, Khloé Kardashian e Kendall Jenner. E in Italia, invece? Al primo posto degli influencer più ricchi c’è lei, l’imprenditrice digitale più famosa del nostro Paese: Chiara Ferragni. Per la Ferry (come ama chiamarla il marito Fedez) il guadagno per un singolo post ammonterebbe a 82.100 dollari. Al secondo posto troviamo Khaby Lame. L’influencer 20enne può guadagnare fino a 81.000 dollari a post (ma è probabile che siano aumentati, vista la continua ascesa). E poi Gianluca Vacchi (69.500 dollari), il rapper Fedez (43.600 dollari), il modello Mariano Di Vaio (22.000 dollari) e ancora l’ex corteggiatrice e gieffina Giulia De Lellis (17.300 dollari).

Chi guadagna di più? Le donne. Circa il 56% dei 100 content creators più pagati, infatti, sono di sesso femminile. Ma da cosa dipendono i profitti? Secondo l’agenzia di marketing DeRev, il tariffario si basa su tre fattori analitici: il numero dei follower, la capacità di coinvolgimento del pubblico (moda, cibo e viaggi i temi più amati) e il tasso di conversione, ovvero la percentuale di utenti che eseguono una specifica azione indicata come obiettivo della campagna dall’inserzionista. Insomma, la loro influenza. Ma d’altronde, altrimenti che influencer sarebbero?

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