Il Festivaletteratura di Mantova torna, dal 7 all’11 settembre, a pieno regime. Gli oltre 300 eventi in programma saranno tutti in presenza e si ritornerà a respirare l’atmosfera dell’incontro fra autori e pubblico, un po’ spezzata nelle due precedenti edizioni, con gli organizzatori costretti a ingegnarsi e a trovare escamotage per mantenere la continuità delle edizioni. Per riuscirci hanno utilizzato incontri in videoconferenza, soprattutto per gli ospiti internazionali, implementando servizi come la web radio del Festival e hanno portato gli incontri in giro per la città con il furgone letterario o, addirittura, sono stati organizzati eventi nei cortili dei condomini. Alcune di queste iniziative sono rimaste, nonostante quest’anno le restrizioni siano molto ridotte, perché hanno funzionato, ma, come si diceva, la formula originale dell’incontro live tornerà a essere l’asse portante della manifestazione. “Puntiamo a coinvolgere totalmente la città – spiega Alessandro Della Casa della segreteria organizzativa della rassegna – non solo con incontri tradizionali, ma anche con iniziative per ottenere un maggiore coinvolgimento pubblico come Una scuola al quadrato, una sorta di esercizio visionario collettivo per immaginare nuove scuole partendo da quella che c’è già. Ancora, la promozione di una vera e propria iniziativa legge di iniziativa popolare sulla lettura attraverso incontri pubblici e laboratori con i ragazzi dei gruppi di lettura e con autori come Daniele Aristarco e John Freeman. L’intento è quello di arrivare alla fine del Festival con una bozza pronta da inviare in parlamento, affinché produca una legge che tuteli e promuova la lettura a scuola, nelle biblioteche, ma non solo”.

Il ritorno in presenza di grandi autori internazionali rappresenta, appunto, un altro asse portante del Festivaletteratura. Quest’anno, solo per citarne alcuni, arriveranno ospiti prestigiosi come il sudafricano Damon Galgut, vincitore del Booker Prize 2021 con il libro The Promise e autore di romanzi di successo come The Good Doctor. Senza dimenticare un altro vincitore del Booker Prize nel 1991 con il libro La via della fame, il nigeriano Ben Okri, considerato una delle voci più autorevoli fra gli scrittori africani in lingua inglese. “L’abbiamo inseguito per anni – confessa Della Casa – e quest’anno con grande soddisfazione siamo riusciti ad averlo in presenza”. Portatore di un vissuto complicato e a tratti incredibile per i risvolti che si ripercuotono anche su suoi lavori come I fucili e il monumentale trattato sulla violenza Rising Up and Rising Down, quest’anno al Festivaletteratura ci sarà anche lo scrittore statunitense William T. Vollmann. Da non sottovalutare anche la presenza del francese Pierre Lemaitre, vincitore del Premio Goncourt nel 2013 e autore di romanzi che si muovono fra il genere noir e il romanzo storico, ma autore anche di acclamati romanzi di genere come Lavoro a mano armata, Alex e Sacrifice.

Il focus che gli organizzatori del Festivaletteratura hanno deciso di imprimere alla narrativa irlandese nel centenario dell’Ulysses (1922) di Joyce porterà a Mantova altri prestigiosi autori di caratura internazionale ed esponenti di diversi filoni della narrativa irlandese. A partire da un mostro sacro come John Banville, vincitore del Booker Prize nel 2005 con Il mare in cui tratteggia magistralmente la vita di un uomo che sopravvive alla morte della moglie, passando per Jan Carson, Sebastian Barry e Anne Griffin, fino a Anne Enright vincitrice nel 2007 del Man Booker Prize con La veglia e autrice di romanzi di successo come What are you like?.

Nutrita anche la presenza di autori italiani. A partire da Alessandro Baricco che terrà una lezione di approfondimento su Beppe Fenoglio e Roberto Saviano che parlerà di Giovanni Falcone. Ma non mancheranno autori che sono ormai presenze quasi fisse, come Carlo Lucarelli, Marco Malvaldi e Melania Mazzucco, senza dimenticare Zerocalcare per il filone del fumetto, reduce dal successo della serie animata Strappare lungo i bordi disponibile su Netflix.

Come sempre l’attualità non rimane fuori dalla programmazione del Festivaletteratura, così come i temi ambientali e sociali, ai quali sono dedicati molti eventi e laboratori. Ma quest’anno l’attualità fa rima con guerra, quella scatenatasi fra Ucraina e Russia a febbraio e tuttora in corso. Ne parleranno autori come Igort che nel 2010, 12 anni prima che si scatenasse il conflitto, ha pubblicato il volume Quaderni Ucraini, una narrazione in forma di fumetto nella quale tratteggia i due anni passati in Ucraina a incontrare persone di ogni estrazione sociale. Incontri utili a comprendere la storia e lo sviluppo del paese. Al Festival ne discuterà con la giornalista Francesca Mannocchi, inviata sul fronte di guerra ucraino. Della formazione culturale, ideologica e politica del premier russo Vladimir Putin parlerà il filosofo francese, di origini russe, Michel Eltchaninoff autore del saggio Nella testa di Vladimir Putin, uscito in Francia nel 2015.

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