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Borrell accusa: “A Mosca c’è un regime fascista”. La replica del Cremlino: “L’Alto rappresentante si qualifica come diplomatico”

Durante il consiglio di associazione Ue-Ucraina, il capo della diplomazia europea ha anche fatto riferimento alle riforme che la comunità internazionale si aspetta dall'Ucraina in termini di rispetto dei diritti umani. Una fra tutte la ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, necessaria per il riconoscimento da parte di Kiev sul proprio territorio della sua giurisdizione
Borrell accusa: “A Mosca c’è un regime fascista”. La replica del Cremlino: “L’Alto rappresentante si qualifica come diplomatico”
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Duro botta e risposta fra l’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Josep Borrell, e il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. In un discorso a distanza alla Conferenza Interparlamentare di Praga, Borrell ha definito le autorità di Mosca “regime fascista”, parlando a proposito della risposta all’aggressione dell’Ucraina. “Non abbiamo un piano concreto per sconfiggere il regime fascista russo, ma il mio compito è più modesto ed è quello di aiutare l’Ucraina in modo unito e continuare le discussioni con gli attori internazionali per applicare le sanzioni adottate”, ha detto Borrell nel suo discorso.

La replica di Mosca è arrivata puntuale. “L’alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell si è completamente annullato come diplomatico definendo la Russia un regime fascista”, ha dichiarato alla Tass il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “Con tali dichiarazioni Borrell si squalifica completamente come diplomatico – ha aggiunto -. Naturalmente, nessuna delle sue dichiarazioni sulla Russia o sulle relazioni con la Russia sarà rilevante d’ora in poi”.

Durante il consiglio di associazione Ue-Ucraina del 5 settembre a cui l’Alto rappresentante ha partecipato, inoltre, Borrell ha espresso il sostegno dell’Unione europea alla causa ucraina. “L’Unione Europea continuerà a sostenere l’Ucraina con tutti i mezzi possibili e per tutto il tempo necessario, qualunque minaccia o “ricatto” la Russia possa indirizzare ai 27 Stati membri”.

Ma l’Alto rappresentante ha anche fatto riferimento alle riforme che la comunità internazionale si aspetta dall’Ucraina in termini di rispetto dei diritti umani. Una fra tutte la ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, necessaria per il riconoscimento da parte di Kiev della sua giurisdizione. “Le riforme in Ucraina sono andate spedite nei mesi passati nonostante, o forse grazie, l’invasione russa. L’Ucraina, ad esempio, deve ancora ratificare lo statuto di Roma per la corte penale internazionale. Le riforme e la ricostruzione prenderanno tempo, ma l’Ue vi sosterrà fino in fondo nel vostro viaggio”.

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