Aumentano i casi Covid segnalati, le ospedalizzazioni, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi. E’ il quadro presentato dal report settimanale dell’Istituto superiore di sanità. Il tasso di incidenza e e il tasso di ospedalizzazione crescono in tutte le fasce d’età: nella fascia 30-39 anni si registra il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.843 per 100.000. L’età mediana alla diagnosi dei soggetti segnalati nelle ultime settimane è stabile e pari a 48 anni. Il dato nazionale dell’incidenza è di 1.071 nella prima settimana di luglio rispetto a 763 del settimana precedente.

Le reinfezioni – Dal report emerge anche un aumento delle reinfezioni: dal 24 agosto 2021 al 6 luglio 2022 sono stati segnalati 659.578 casi di reinfezione, pari a 4.6% del totale dei casi notificati e continua l’aumento della percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati risulta del 10,8%, in crescita rispetto alla settimana precedente (9,6%). L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021 (data di riferimento per l’inizio di Omicron), vede un aumento del rischio in chi ha avuto il Covid da oltre 210 giorni, nei non vaccinati o vaccinati da oltre 120 giorni, nelle donne, nei giovani e nel personale sanitario.

Incidenza sottostimata – Tutto questo tenendo conto, come sottolinea lo stesso report, che i numeri presi in considerazione potrebbero essere sottostimati: vista l’alta trasmissibilità delle varianti “è verosimile – scrive l’Iss – che ci sia stato anche un aumento della quota di persone che hanno avuto un’infezione non notificata ai sistemi di sorveglianza per motivi legati sia alla mancata diagnosi che all’autodiagnosi'”. Il riferimento è a chi non fa il tampone o alle persone che scoprono di essere positive con il tampone “fai da te” casalingo senza poi effettuare l’esame ufficiale, rimanendo pertanto fuori dai dati noti al ministero della Salute. Per questa ragione i numeri dei contagi potrebbero essere molto più bassi della situazione reale. Nelle ultime due settimane censite sono stati segnalati in Italia “884.539 nuovi casi, di cui 352 deceduti” (valore che non include le persone decedute nel periodo con una diagnosi antecedente al 13 giugno 2022). Nei 14 giorni precedenti i casi segnalati erano stati 583.029. Quindi i nuovi contagi sono aumentati di circa 300mila. “In aumento rispetto alla settimana precedente la percentuale di casi segnalati con stato clinico iniziale asintomatico (73%)”, rileva l’Iss.

La mortalità – Il tasso di mortalità per Covid risulta essere 7 volte più alto per i non vaccinati rispetto a chi invece è protetto con la vaccinazione completa di richiamo. Le persone non vaccinate rispetto a quelle vaccinate, corrono un rischio fino a 7 volte maggiore di morte e fino a 3,5 volte più alto di ricovero in terapia intensiva. Il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età pari o superiore a 12 anni, su 100mila persone nel periodo 13 maggio-12 giugno 2022, per i non vaccinati risulta nel dettaglio pari a 11 decessi per 100.000 abitanti, “circa sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (2 decessi per 100.000 abitanti) e circa 7 più alto (7,1) rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (2 decessi per 100.000 abitanti)”. Dato che raggiunge le 8 volte e mezzo (8,5) sulla popolazione over 80.

Terapia intensiva – Quanto al tasso di ricoveri in terapia intensiva, nel periodo 20 maggio-19 giugno per i non vaccinati è stato di 2 ricoveri per 100.000 abitanti e risulta “doppio rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni e circa tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster“. Il tasso di ospedalizzazione, nel periodo 20 maggio-19 giugno per i non vaccinati (56 ricoveri per 100.000 abitanti) risulta all’incirca due volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (22 ricoveri per 100.000 aitanti) e oltre tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (16 ricoveri per 100.000 abitanti).

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