I cittadini sono in ginocchio e lo dicono i dati, ad esempio quelli relativi alle bollette elettriche di un bar, che oggi si aggirano in media dai 4 a 7000 € al mese e del gas da 5 a 10.000. Il costo della vita è oggettivamente diventato insostenibile e le bollette sono ormai un lusso per pochi e tutto questo accade mentre incombono gli effetti delle sanzioni di una guerra devastante, ai confini dell‘Europa, una guerra che è ancora molto lontana da una de-escalation militare.

Il grido di dolore degli italiani è forte, le storie dei cittadini sono sempre più dolorose, storie che ci parlano di persone che fino a qualche anno fa vivevano normalmente e oggi sono costrette a rivolgersi alla Caritas per i beni di prima necessità. Oppure di persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e devono scegliere tra mangiare e accendere il gas, tra pagare l‘affitto o accendere la luce.

Eppure ci sono forze politiche che spazzerebbero via, senza la minima esitazione, l’ultimo salvagente per le persone in difficoltà, se non ci fosse il M5S. Le risposte che oggi servono al Paese vanno ricercate nell’aumento dei salari e dei redditi, nella tutela delle piccole e medie imprese, ma soprattutto nel fare i conti anche con l’inflazione che è salita all’8% nel mese di giugno.

Se qualcuno nel governo non ha ancora deciso con chi stare noi siamo sicuri e staremo dalla parte di questi cittadini in difficoltà. Perché siamo ancora gli unici in Parlamento ad avere la volontà politica di approvare subito una legge sul salario minimo, a chiedere un intervento che aumenti gli stipendi pubblici e le pensioni e un intervento sul cuneo fiscale. Parlare di reddito di cittadinanza quale concorrente ad uno stipendio rende solo palese la volontà di ricercare schiavi e non lavoratori. Ma sono le considerazioni che fanno Lega e Fratelli d’Italia.

Da anni abbiamo finanziato un ingente investimento governativo per l’assunzione di 12mila lavoratori per i centri dell’impiego, con l’obiettivo di farli funzionare e far incontrare finalmente domanda e offerta lavorativa. Tali centri, però, dipendono dalle regioni, le stesse regioni che hanno pensato bene di assumerne solo poche migliaia.
Si tratta delle stesse forze politiche che attaccano quotidianamente il M5S in merito al mancato funzionamento delle politiche del lavoro, le stesse che boicottano un servizio pubblico che sostiene le imprese nella ricerca di lavoratori. Non si tratta di sabotare una forza politica come il M5S, ma i cittadini e il Paese tutto. Gli imprenditori sono in seria difficoltà e devono dunque scegliere se produrre in perdita o fermare la produzione della propria piccola e media impresa.

Il M5S, in questo quadro così complesso, ha chiesto ed ottenuto un intervento sugli extraprofitti e oggi sostiene i 17 miliardi stanziati con il dl Aiuti con circa 9 miliardi aggiuntivi con il dl Bollette. Se non ci fosse stato il M5S probabilmente tali risorse sarebbero state sottratte a misure come il reddito di cittadinanza o dai tagli su scuola, sanità e istruzione.

Oggi la sfida più grande da affrontare è guardare alla crisi in maniera concreta, non tamponando semplicemente l’emergenza. Il tema della composizione delle bollette va affrontato una volta per tutte, i prezzi del gas e dell’energia vanno sganciati dalle speculazioni, dal prezzo di riferimento al mercato olandese Ttf, lontano dai reali prezzi di acquisito. E quanto alla transizione ecologica, bisogna cominciare a parlarne in maniera concreta, per portare sul tavolo fatti oltre che parole. Per il M5S il Superbonus è la giusta transizione ecologica. Una transizione ecologica che fa nascere imprese, che ha creato occupazione, a partire dal 2020 con il governo Conte 2 e che riduce gli impatti ambientali del nostro Paese, riducendo l’esposizione energetica delle famiglie e passando alle energie rinnovabili.

Purtroppo, oggi, anche il Superbonus entra in crisi, perché qualcuno ha deciso di attaccare questa misura mettendo a rischio migliaia di imprese e bloccando i cantieri. Il M5S, però, non si è fermato e ha reso possibile l’approvazione in Commissione Bilancio di una soluzione che amplierà la cessione del credito, ma il rischio non è ancora scongiurato, perché rimane la responsabilità in capo a chi cede il credito fiscale, e questo potrebbe, ancora una volta, bloccare il mercato dei crediti producendo effetti negativi su imprese e cittadini.

Se la transizione ecologica non è una semplice parola, allora qualcuno deve spiegare ai cittadini sul motivo per il il comune di Roma sceglie di realizzare un impianto obsoleto, rischioso per la salute e inquinante come un mega-inceneritore e di non usare i poteri del commissario per realizzare gli impianti davvero utili. Come gli impianti per il trattamento della frazione organica e il riciclo delle diverse frazioni, fino all’ossicombustione per la frazione residua, che è una pratica innovativa considerata Bat, cioè la miglior tecnologia disponibile dall’Unione Europea.

Il M5S ha proposto in parlamento misure più economiche, sicure ed efficienti. Ma gli atri partiti hanno bocciato la proposta, facendo nascere il dubbio se la transizione ecologica sia effettivamente un obiettivo da perseguire o se ci sia l’intenzione di tornare indietro di 30 anni, dando vita ad un remake della prima Repubblica. Nel dl Aiuti vanno comunque sottolineate delle misure di buon senso come gli abbonamenti al trasporto nazionale e locale fino a 60 euro, che riducono anche l’impatto ambientale degli spostamenti, oltre che quello economico. C’è poi il bonus sociale, allargato al terzo trimestre per imprese e i cittadini, il sostegno agli enti locali, che cancella la politica di austerity che stringeva le maglie dei bilanci.

Oggi non c’è solo il reddito di cittadinanza ma anche risorse, personale aggiuntivo per il contrasto alla povertà e 170 milioni come contributo straordinario per gli enti locali, con 45 milioni in più per le province. Ci sono risultati per la cultura con il credito di imposta di 2 anni per la ristrutturazione e l’adeguamento di sale cinematografiche con 10 milioni per rafforzare l’offerta del cinema italiano, accompagnandolo con campagne promozionali. Sono poi previste una indennità di 200 euro per chi ha 50 giornate lavorative e un reddito inferiore ai 35mila euro e infine il sostegno ai lavoratori di Gela e Termini con la mobilità in deroga.

C’è il lavoro del M5S in questo decreto, con risultati di cui andare fieri ecco perché oggi dà la fiducia al governo, ma resta in attesa di risposte, con la ferma consapevolezza che ci sia la forte necessità di misure a lungo termine che aiutino i cittadini a superare un momento così duro. La necessità di contrastare con fermezza le misure speculative che stanno alzando i prezzi delle materie prime e dell’energia. La necessità di confermare il reddito di cittadinanza senza se e senza ma, di arrivare ad una legge sul salario minimo, con sostegni concreti a famiglie e imprese. Così come la necessità di portare nel Paese una vera transizione ecologica, sostenendo misure di buon senso come il superbonus 110%, e cashback fiscale.

Sono punti fondamentali per costruire il proseguimento di questa esperienza di governo per il M5S. Sono condizioni irrinunciabili e dal Presidente del Consiglio attendiamo presto delle risposte.

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