«Eurovision? Ho sbattuto la faccia, adesso volto pagina». Per la prima volta Achille Lauro è tornato a parlare della sua partecipazione all’Eurovision Song Contest, sotto la bandiera di San Marino, e lo ha fatto poco prima del concerto di ieri sera all’Ippodromo di Milano, in occasione del suo tour estivo, cui ha legato anche un’iniziativa benefica (attraverso l’intelligenza artificiale, cinque brani hanno generato delle opere d’arte visive legate a NFT, che andranno all’asta e i fondi supporteranno il Comitato Maria Letizia Verga per la cura della leucemia del bambino).

ACHILLE LAURO E L’ESPERIENZA A EUROVISION – Il cantante ammette che Eurovision è stato un fallimento ma dal suo punto di vista ha già voltato pagina. Una bocciatura sì, ma a metà. «Faccio le cose per me al di là di ciò che si aspetta il pubblico, cerco di non esserne condizionato, altrimenti non avrei fatto uscire dieci dischi totalmente fuori moda. Il giudizio degli altri non è un mio problema, cerco di seguire il mio pensiero e il mio istinto. È stata sicuramente un’esperienza incredibile, l’Eurovision è un format che rispetta la volontà degli artisti», ha spiegato in un’intervista a Repubblica. Ed è comunque soddisfatto di come ha immaginato e portato in scena Stripper, la sua canzone, poi bocciata in semifinale. «Ho pensato: di certo qui nessuno arriverà con un pezzo punk-rock del tutto fuori controllo cantando a cavallo di un toro meccanico, poi se questo piace o no sinceramente non è importante. La carriera va considerata sul lungo periodo, non mi interessa più la sfiammata iniziale che ho già avuto».

LE CRITICHE, IL FALLIMENTO E LA COMPETIZIONE – Il post Eurovision è dunque un nuovo inizio ma prima di voltare pagina riflette sul fallimento («in America ricominciare dopo un fallimento è considerato ambizioso, anche nelle imprese»), le critiche («la carriera è anche scontrarsi con la critica») e su come ha vissuto la competizione nello show europeo. «Non so come funzionino le votazioni all’Eurovision e quali siano le dinamiche politiche, non è di mio interesse, il nostro spettacolo era dirompente e aveva tutto al posto giusto. Non le vivo come competizioni, ma come se partecipassi soltanto io», precisa a Repubblica. «Non nego che sarebbe stato bello arrivare in finale perché sarebbe stata un’opportunità in più ma questo non mi fermerà dall’arrivare ai miei sei San Siro consecutivi».

LA STOCCATA A BLANCO – Non manca poi una stoccata finale al collega Blanco, anche lui in gara ad Eurovision in coppia con Mahmood, il quale ha dichiarato che non avrebbe mai gareggiato per San Marino come invece ha fatto Lauro. Che al Corriere della Sera dice: «È un pischello. Tanti mi hanno mandato messaggi per dire che non era vero o magari lui pensava che quella frase non sarebbe stata riportata, ma io faccio scelte senza chiedere il permesso ai colleghi».

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