Vent’anni di carcere per adescato e manipolato minorenni perchè fossero sessualmente abusate dal finanziere Jeffry Epstein. È questa la condanna inflitta a Ghislaine Maxwell, dopo che una giuria di New York l’ha ritenuta colpevole dei reati contestati. La donna di nazionalità britannica era la fidanzata di Epstein, suicidatosi in cella mentre attendeva un processo per la stessa vicenda. L’accusa aveva chiesto una pena tra 30 e 55 anni, la difesa una “molto sotto” i 20 anni, invocando l’infanzia della donna traumatizzata dal padre, Robert Maxwell, ex magnate dell’editoria ed ex deputato britannico morto cadendo dal suo yacht in circostanze misteriose.

La sentenza della giudice Alison Nathan, è arrivata oggi, sei mesi dopo che una giuria di New York aveva ritenuto colpevole Maxwell. Presente in aula la 60enne imputata – con addosso una uniforme carceraria blu e le caviglie incatenate – per assistere alla chiusura, almeno per ora, di uno dei processi che ha fatto più scalpore in America e nel mondo, in particolare nel Regno Unito, altro Paese dove Maxwell vantava amicizie altolocate. Anche a Buckingham Palace.

Per la lettura della sentenza c’erano anche Annie Farmer e una donna nota come ‘Kate’, due delle quattro accusatrici. Sono state loro a inchiodare Maxwell con testimonianze coraggiose e strazianti che hanno convinto la giuria. L’accusa aveva chiesto una condanna tra i 30 e i 55 anni denunciando la sua condotta “scandalosamente predatoria“, con uno “spietato disprezzo per gli altri esseri umani“. “E’ stata una criminale calcolatrice, sofisticata e pericolosa che predava ragazzine vulnerabili e le istruiva per gli abusi sessuali”, avevano attaccato i pubblici ministeri nella requisitoria, facendo riferimento al fatto che le vittime erano in genere minorenni povere e con storie difficili alle spalle. “E’ il più grande rammarico della mia vita aver conosciuto Jeffrey Epstein”. ha detto Maxwell prima della lettura della sentenza nei suoi confronti. La donna ha definito il suo ex fidanzato come un “uomo manipolativo, furbo e padrone di sè” che ha ingannato tutti nella sua orbita, e si è detta “dispiaciuta” per il dolore che le sue vittime hanno subito.

La difesa aveva tentato inutilmente anche di far annullare il processo per la mancata dichiarazione da parte di un giurato di essere stato vittima di abusi. E aveva lamentato le dure condizioni di detenzione della donna al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, paragonandole a quelle di Hannibal, il serial killer interpretato da Anthony Hopkins nel film “Il silenzio degli innocenti”. La Maxwell era stata posta negli ultimi giorni a sorveglianza anti suicidio, nel timore che si potesse togliere la vita come aveva fatto Epstein nel 2019. L’intera vicenda, dall’arresto del finanziere a quello della sua ex fidanzata, aveva fatto tremare il mondo del jet set tra le due sponde dell’Atlantico: nel giro della coppia c’erano personaggi come Bill Clinton, Bill Gates, Donald Trump e il principe Andrea, che ha pagato un indennizzo milionario per chiudere la causa per molestie intentatagli da Virginia Giuffre, una delle “prede” di Maxwell. Una causa che aveva creato non poco imbarazzo nella corte inglese.

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