Seppure il contesto di instabilità globale – la guerra in Ucraina da una parte e la pandemia non ancora pienamente superata dall’altra – stia continuando a causare forti difficoltà e rallentamenti al settore automotive, tecnologico e della mobilità, le grandi aziende non hanno intenzione di ripensare (in negativo) agli investimenti nei piani strategici di sostenibilità, anzi.

Tra questi c’è la tedesca Bosch che, in una nota a margine della conferenza annuale di bilancio, fa sapere di voler mettere sul tavolo 3 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per lavorare su tecnologie (ovvero elettrificazione e idrogeno) volte a velocizzare la neutralità climatica.

Stefan Hartung, presidente del Cda di Bosch, sostiene infatti che la guerra in Ucraina avrà, tra le conseguenze, il rallentamento del processo di decarbonizzazione nel breve termine, e la tecnologia in grado di garantire una transizione più rapida sarà proprio l’elettrificazione, purché basata su energia proveniente da fonti rinnovabili: “i politici potrebbero prendere questo come spunto per agire con più determinazione – sia nel fornire incentivi per rendere gli edifici esistenti più efficienti dal punto di vista energetico, sia nell’espandere la produzione di energia rinnovabile”.

Inoltre, il produttore tedesco di componentistica tecnologica ha fatto sapere di aver superato, per la prima volta, nel 2021, 10 miliardi di euro di ordini legati alla mobilità elettrica, a sostegno del proprio impegno nella tecnologia a basse emissioni. Quanto all’idrogeno, poi, Hartung ha dichiarato che “le soluzioni basate sull’elettricità hanno la priorità, ma anche quelle basate sull’idrogeno devono guadagnare più slancio. Avremo bisogno di entrambe se vogliamo vivere in modo sostenibile sul nostro pianeta”.

Se, nei prossimi tre anni, 3 miliardi di euro andranno all’elettrificazione, però, ben 10 saranno investiti nella digitalizzazione, come per esempio nelle tecnologie di smart home e soluzioni di gestione energetica più in generale, “la digitalizzazione ha anche un ruolo speciale nella sostenibilità” ha detto il presidente di Bosch, “e le nostre soluzioni partono da questa premessa”.

Il difficile, ora, riguarda il presente e il prossimo futuro: secondo Markus Forschner, CFO di Bosch, nel 2022 sarà molto complicato raggiungere i margini raggiunti nel 2021, assestandosi piuttosto tra un 3 e 4% di EBIT, con le stime sulla crescita nell’anno in corso che arrivano a immaginare un +3,5%. A pesare maggiormente, dice Forschner, saranno gli aumenti del prezzo dell’energia, della logistica e poi delle materie prime: per esempio, quanto ai costi di materie prime relative alle soluzioni di mobilità, sarebbero addirittura triplicati rispetto al 2020.

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