Paola Ferrari non condurrà più i post-partita della Nazionale di calcio e nemmeno il nuovo 90° Minuto. Ad annunciarlo è Alessandra De Stefano, la direttrice di Rai Sport in carica dallo scorso novembre, che punta a rivoluzionare i canali sportivi della tv di Stato cambiando i paradigmi del racconto sportivo (telecronache comprese) utilizzati fino ad oggi in Rai. E lo annuncia in una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui rivela una serie di piccole grandi rivoluzioni che riguarderanno diversi settori e molti sport. A cominciare dal calcio e dalla Nazionale, che presto potrebbe essere commentata da una telecronista donna. Intanto si comincia a bordo campo, con Tiziana Alla, voce del calcio femminile, «cronista capace a cui il posto spettava da anni. Racconterà cosa succede in panchina, se Mancini si alza, che giocatore abbraccia, perché cambia tono di voce o si slaccia la cravatta. Ciò che in tv non si vede, appunto». Restano le due voci di commento, quelle di Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro, cui però la direttrice ha chiesto più pause: «Vorrei che i rigori, ad esempio, venissero ascoltati come in una strada deserta. Silenzio, boati, silenzio, poi gioia o lacrime».

Nel prima e dopo partita, cambia tutto. «Basta collegamenti con studi che danno la linea ad altri studi: solo tribuna e campo». Ed ecco l’altra grande novità: Paola Ferrari «non condurrà più i post partita e nemmeno il nuovo 90° Minuto ma un contenitore domenicale assieme ad altre giornaliste». Via, si cambia. Anche a livello di regia, con un cambio di passo attraverso cui la De Stefano esplicita il suo modo di vedere il giornalismo sportivo e le “quote rosa” (che detesta, come aveva ampiamente detto a FqMagazine in un’intervista durante l’exploit de Il circolo degli anelli). «Siamo troppo vecchi, a RaiSport. Per me l’unico genere che conta è la bravura. Lo sport è maschilista, lo sappiamo. Il primo modo di cambiarlo è cambiare regia: che senso ha inquadrare sempre dal basso le donne per mostrare cosce, caviglie e scarpe? Togliamoci la maschera decorativa della femminilità, quel triste “è carina e anche brava”. Per l’abbigliamento, a ciascuno il suo stile: ma certe scollature io le metterei solo al mare». Diletta Leotta è avvisata.

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