Silvio, ieri sull’onda dell’entusiasmo della notizia del tuo matrimonio ti avevo dedicato una lettera, stamattina purtroppo leggo questa tua dichiarazione: “Legame così profondo e solido che non c’è bisogno di formalizzarlo“.

Rispetto questa tua decisione, che tra l’altro corrisponde al pensiero del mio amico Silvano Agosti (“Non ho mai odiato una donna a tal punto da renderla una moglie”), ma ti invito a riflettere su una cosa ed eventualmente a ripensarci: sposarsi alla tua età con una donna così bella e giovane sarebbe un messaggio di speranza per tutti noi, per tutti noi italiani che stiamo invecchiando sempre di più, invecchiando senza splendore, senza magia, senza un sorriso. Sarebbe un messaggio potente di amore per la vita, le foto del matrimonio farebbero il giro del mondo, sarebbe una clamorosa vittoria sulla senescenza e sul tempo, il tuo sarebbe un insegnamento, non una “pura formalità”, e sai che cosa ti dico? Potresti sposarti a Parigi, la Parigi che tanto ami, e potresti lasciare questa nuova dichiarazione: Parigi val bene una messa. Sono sicuro che canteresti una canzone di Trenet, la colonna sonora di Baci rubati (nessuna ironia sul titolo): Que reste-t-il de nos amours.

Ripensaci Silvio, ti allego la lettera che avevo scritto, non si sa mai. Ti abbraccio.

***

Caro Silviuccio, chi ti scrive è Ricky Farina, sono un blogger del Fatto Quotidiano, ma sono un tuo ammiratore, a parte alcune cosette che non amo, ma sono proprio cosette: tipo Putin e il suo lettone, io amo Anna Politkovskaja, come potrei amare Putin? E altre cosette che ho il pudore di non elencare in questo frangente perché sono felice per te, per questo lieto evento che si preannuncia: il tuo matrimonio con Marta Fascina. La Fascina discreta della borghesia! Della borghesia imprenditoriale milanese che tu incarni alla perfezione, caro Silvio.

Prima di tutto vorrei palesarti la nostra somiglianza (l’unica) in fatto di gusti femminili: anche io ho apprezzato nel corso degli anni le veline, le meteorine, le colpogrossine, e tutte le ine immaginabili, le ho apprezzate privatamente, intimamente, nel bagno di casa mia. “Ricky è pronto!” gridava mamma, mentre io ero dedito all’apprezzamento – anche se credo che tu abbia potuto apprezzarle in modo diverso – ma in me non c’è invidia, anzi, te lo assicuro, parola di blogger. Veronica già mi piaceva molto, ma Marta ha qualcosa di hitchcockiano, potrebbe interpretare un remake di Caccia al ladro, non facendo rimpiangere troppo Grace Kelly, e non c’è un riferimento ironico per la scelta del titolo del film: Caccia al ladro. Te lo assicuro un’altra volta! Marta ha classe da vendere, anche qui non c’è ironia. Veramente, credimi.

Silvio, sai che cosa amo della tua parabola esistenziale? Quella di essere diventato il presidente “ombra” del Monza calcio, dopo essere stato il presidente in piena luce del Milan. Mi sembra qualcosa di profondamente poetico e se tu riuscissi a portare il Monza in serie A, beh, allora la mia ammirazione per te diventerebbe quasi sconfinata, potrei dimenticare anche il lettone di Putin, forse. Tu, Silvio, hai costruito il tuo impero sul lavoro, e in questo sei molto “costituzionale”: io non ho quasi mai lavorato in vita mia, mi mantiene ancora mamma, bontà sua, quindi siamo molto diversi, ma si sa, gli estremi si toccano (in effetti mi sono toccato molto con le veline!), e in virtù di questa paradossale vicinanza potresti anche invitarmi al tuo matrimonio, così, per gioco e per simpatia. Verrei volentieri, solo se mi prometti che Putin è impegnato in Ucraina.

Senti, parliamoci chiaro Silvio, mamma non molla, è molto preoccupata per il mio futuro, vorrebbe vedermi realizzato, con qualche soldino in tasca, che ne dici? Potresti aiutarmi? In fondo se Santoro è venuto da te per qualche tempo, anche Ricky Farina potrebbe fare questo salto, nessuno si scandalizzerebbe. Qui al Fatto Quotidiano sto benissimo, per carità, ma la vita è dura anche per me, se tu mi facessi un’offerta che non si può rifiutare… che ne so? Tipo se mi facessi trovare un cavallo nel letto, non la testa eh, tutto il cavallo, tutto intero, potrei anche passare nella tua squadra: mi basta un ronzino, non pretendo un purosangue, in fondo la mia “casa” di produzione immaginaria si chiama Chisciotte.

Una cosa voglio dirtela: non badare a chi sparla sulla differenza di età che c’è tra te e l’elegante Marta, vogliamo dirla una banalità colossale? L’amore non ha età. E poi la chimica fa miracoli, ci sono principi azzurri ma anche pillole blu e il mondo è meraviglioso, e se Marta ha trovato un principe azzurro in una pillola blu, nessuno si può permettere di ironizzare su questo! Ti regalo un mio aforisma; la principessa daltonica non si accorse che il principe era azzurro.

Silvio, auguri di cuore, veramente, lunga vita a te, il paradiso può attendere, tranne quello fiscale. Ok, questa è ironia, ma non è cattiva, vero? Ti lascio con un mio film di qualche anno fa, a casa mia venne una deliziosa diciottenne innamorata follemente di te e mi concesse una bella video intervista che pubblico proprio qui sotto il mio scritto, guardala, guardate tutti questo film ritratto, dice molto di quello che hai rappresentato per tutti noi, soprattutto per noi maschietti innamorati delle veline. Silvio, ti rinnovo i miei più sinceri auguri di un felice matrimonio, dove andrai in luna di miele? Immagino che ci sia l’imbarazzo della scelta, ma ti prego, stai lontano dall’Ucraina, Putin potrebbe offendersi ed è meglio non farlo arrabbiare, non mi sembra un tipo molto spiritoso, al contrario tuo. Ciao.

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