Tutti seduti e attenti: c’è l’ora di matematica. Anzi no, 24 ore con un matematico. Scherziamo un pochino sul titolo del saggio garbato e gustoso che ha scritto il fisico (e matematico) Giovanni Sebastiani per Piemme (Mondadori). Forse perché ricordiamo, come fa proprio il ricercatore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo Mauro Picone del Consiglio nazionale per le ricerche (Cnr) nelle prime pagine del suo libro, un certo irrazionale terrore di fronte all’ora scolastica di matematica, quella “materia fredda, distante, da tanti temuta e odiata”.

Ebbene, dopo la lettura di 24 ore con un matematico assicuriamo già che l’ansia dell’infanzia potrebbe andare ad esaurirsi. Intanto perché la matematica è ovunque e una briciola di curiosità su questa “giornata particolare” di Sebastiani spunta comunque. Allora, l’autore costruisce uno schema banalissimo: basta compiere i gesti quotidiani di sempre e dietro ad ognuno di essi c’è un teorema matematico a fare da architrave. Iniziamo dal mattino: ci si infila in automobile e si prova a percorrere la strada più veloce per arrivare al lavoro. Ecco che il navigatore funziona solo grazie all’algoritmo di Dijkstra. Arriviamo al lavoro, accendiamo il pc e cerchiamo informazioni su un argomento che ci interessa su Google. Ecco che nell’attimo successivo all’aver spinto il tasto invio attiviamo il meccanismo del page ranking che funziona nientemeno che con un algoritmo inventato da due matematici, uno russo e uno statunitense.

Ci tocca andare a fare una Tac per vedere se ci siamo rotti qualcosa dopo la partita di calcetto? Ebbene dobbiamo dire grazie al matematico austriaco Radon che già negli anni venti aveva ragionato e sviluppato un teorema che starà alla base del primo tomografo costruito negli Stati Uniti negli anni settanta. Radon fece una cosina da nulla: “risolse il “problema inverso” di ricostruire la geometria di un oggetto a partire da un numero (infinito) di sue proiezioni lungo diversi angoli di vista”. Poniamo che all’ospedale vada tutto bene e che ci si trovi a pranzo con un amico. Ecco, capita spesso di parlottare tra un boccone e l’altro di musica, no? Nemmeno ve lo stiamo a dire: già all’epoca di Pitagora i matematici avevano capito che la divisione di una corda utilizzata nello strumento del monocordo produceva differenti note. Successivamente ci hanno pensato Bach (il contrappunto o diverse composizioni “palindrome”), Chopin e Bela Bartok (la sezione aurea).

Insomma, via così per ogni momento della giornata fino al momento della cena quando dopo aver lavato le zucchine nel lavandino apriamo il rubinetto e l’acqua che defluisce lo fa in senso antiorario. Ebbene, c’entra anche qui la matematica, nella fattispecie la formula della “forza di Coriolis”. Stavamo per dimenticarci. Fate attenzione quando sotto la suola delle vostre scarpe incontrate delle belle formichine in fila indiana nel loro rapido e brulicante andirivieni. Ecco, vi preghiamo di non pestarle, perché, come scrive Sebastiani, “è sul comportamento di questi insetti, banditi all’interno delle nostre case, che si basano alcuni algoritmi matematici che permettono di risolvere problemi altrimenti irrisolvibili in certe condizioni (almeno al momento). Sono i problemi della cosiddetta “ottimizzazione combinatoria”. Un esempio? Pensate per semplicità a quando partite per le vacanze e dovete riempire il portabagagli dell’automobile con le valigie, gli zaini, le pinne, la borsa frigo e le mille cose di cui vi sembra di aver sicuro bisogno, cercando di farci stare tutto, o quasi. Be’, state risolvendo un problema di questo tipo”. Ovviamente, per spiegazioni pratiche, equazioni ed esercizi, vi mandiamo direttamente alle pagine del libro. L’ansia si è alleggerita perché Sebastiani ti accompagna tra gli esempi per mano. Lo stupore di fronte alla conoscenza è parecchio e anche molto piacevole. Ma i limiti fisiologici dell’apprendimento rapido sui numeri non si superano nemmeno dopo 24 ore con un matematico. Il ricavato del libro è destinato a Medici senza frontiere.

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