Interpellato in conferenza stampa sulla vendita di Ita Airways (ad oggi controllata al 100% dal Tesoro) il ministro dell’Economia Daniele Franco non dice quasi nulla che non si sapesse già. “Abbiamo dei soggetti interessati a questa operazione” afferma Franco senza accennare alla presunta offerta della statunitense Delta di cui parla oggi La Repubblica. Non sembra il caso di appassionarsi sul significato dell’uso del plurale. Certo è che per la prima volta il governo parla esplicitamente di vendita della compagnia. Una segreto di Pulcinella visto che la compagnia è nata ed è stata “allevata” con un unico obiettivo: venderla. Va detto che Bruxelles ha espresso una chiara preferenza per un partner europeo e che la Commissione Ue è chi autorizza (o nega) l’erogazione di nuovi fondi alla compagnia. Al di là delle voci al momento l’unica proposta ufficialmente sul tavolo è al momento quella di Msc, il gruppo navale della famiglia Aponte, dove la tedesca Lufthansa avrebbe un ruolo di partner industriale, senza comprare azioni o comprandone poche, almeno in un primo momento. “Prevediamo che in una prima fase il Mef mantenga una quota minoritaria e non di controllo di Ita, che potrà in una fase successiva essere venduta. Nella fase iniziale il governo sarà presente”, ha spiegato il ministro. Lo scenario ipotizzato in questi giorni è quello di Msc che rileva il 60% della compagnia e il ministero che conserva una quota del 40%.

In due mesi e messo di vita Ita Airways ha perso 170 milioni di euro e ha avuto ricavi del 50% più basse delle previsioni (che già tenevano conto della pandemia). Tuttavia a palazzo Chigi non sembra esserci tutta questa fretta per “accasare” la compagnia. “Oggi abbiamo illustra a cdm il dpcm (decreto della presidenza del Consiglio, ndr) che dovrebbe a firma del presidente del consiglio e dei ministri dell’economia e dello sviluppo per avviare il processo di ricerca di un partner per Ita. Seguiremo le usuali procedure: offerta pubblica o vendita diretta“. Msc e Lufthansa avevano chiesto un’esclusiva nelle trattative di 90 giorni lavorativi. Una richiesta che il governo non pare disposto ad accettare come ha lasciato intendere oggi Franco. Si attendono, e si sperano, rilanci da parte di Air France e/o Delta (alleate commercialmente). Una risposta sembra averla già l’esuberante numero uno di Ryanair principale operatore dei cieli italiani. Secondo Michael O’Leary Ita finirà in bocca a Lufthansa diventandone una “filiale” per alimentare il traffico degli hub tedeschi da cui partono i voli internazionale. La stessa sorte toccata alla belga Brussels airlines, all’austriaca Austrian e alla svizzera Swiss. “Apprezziamo che ci siano soggetti interessati al progetto industriale di Ita”, ha detto oggi il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, aggiungendo che “allo stesso tempo siamo molto interessati a sapere chi sono e che idee hanno per il futuro industriale della compagnia aerea nazionale”.

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