In contagi sono in calo (fino a -41% sulla media settimanale) e il picco di casi di positività da Covid sembra superato. E così oggi il premier inglese Boris Johnsonminacciato da un voto di sfiducia interno al partito sulla sua leadership in seguito allo scandalo Partygate – ha annunciato la fine delle restrizioni anti Covid in Inghilterra arrivate con il piano B quando l’onda della variante Omicron ha innalzato bruscamente i contagi. Alla Camera dei Comuni, dopo il Question Time, il primo ministro ha formalizzato la decisione di revocare da domani la raccomandazione del lavoro da casa, il mini Green Pass vaccinale britannico e l’obbligo di mascherine ovunque. Johnson ha citato un calo di contagi grazie al record di terze dosi booster dei vaccini; ma la mossa appare anche un modo per accattivarsi la pancia del gruppo Tory da parte del premier.

Johnson ha evocato “il ritorno al piano A”, sostenendo che l’emergenza Covid sta “entrando in una fase endemica” nel Regno Unito dopo oltre un anno e mezzo di pandemia e richiamandosi alla valutazione di consulenti scientifici secondo cui il Paese appare aver superato “il picco” dei contagi Omicron a livello nazionale. La revoca delle restrizione arriva prima della scadenza fissata del 26 gennaio, e ha indotto il leader dell’opposizione laburista Keir Starmer a chiedere al premier a rendere pubblici il parere scientifico evocato a sostegno dell’accelerazione, per sgomberare il campo dal sospetto che si tratti di una manovra mirante a “salvare” la poltrona del premier prima che “a garantire la sicurezza” dei cittadini britannici.

Ma il capo del governo ha rivendicato questa decisione come frutto delle politiche del suo gabinetto, che – pur “non senza errori”, condivisi a suo dire con chiunque nel mondo abbia dovuto affrontare la più grave emergenza sanitaria globale da decenni – ha difeso complessivamente come “giuste” sulle questioni fondamentali della pandemia. Al riguardo, Johnson ha insistito sul livello record “in Europa” fatto registrare dal Regno nella somministrazione delle terze dosi booster del vaccino, offerte già a oltre il 60% degli over 12 e a “oltre il 90%” degli ultrasessantenni. Ma anche sulla scelta d’imporre un livello limitato di restrizioni contro la variante Omicron, rispetto “ad altri Paesi europei”, cosa che nelle sue parole ha consentito all’isola di tornare sopra i livelli di Pil pre Covid, di far segnare il tasso di crescita economica “più alto del G7” in questi mesi e di risalire a massimi storici dei tassi occupazionali, in particolare “dell’occupazione giovanile”.
Nello stesso tempo ha avvertito che serve ancora “cautela”, che le regole su isolamento e test rimarranno per ora in vigore in Inghilterra, non senza riconoscere “la pressione” che tuttora gli ospedali devono sopportare. Notando tuttavia “una stabilizzazione dei ricoveri” negli ultimi giorni, un loro calo a Londra e una diminuzione generalizzata delle ammissioni nelle terapie intensive.

Ieri anche il governo locale della Scozia, competente in materia sanitaria in forza della devolution britannica, si è riallineato a quello centrale di Londra sull’emergenza Covid annunciando la revoca di gran parte delle restrizioni extra imposte il mese scorso per far fronte all’impennata di contagi alimentati alla variante Omicron. La premier scozzese, e leader degli indipendentisti dell’Snp, Nicola Sturgeon, ha formalizzato a partire dal 24 gennaio la riapertura dei locali notturni, la fine dell’obbligo di distanziamento e la revoca delle restrizioni ripristinate nelle ultime settimane sul numero di presenze ammesse a eventi come partite di calcio, competizioni sportive, concerti, spettacoli. Sturgeon ha evocato un calo significativo” dei contagi su base settimanale e ha aggiunto: “Abbiamo svoltato l’angolo dell’ondata Omicron”. Resta invece per ora in vigore l’indicazione di sottoporsi a test antigenici prima di incontri collettivi.

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