Ok, ammettiamolo: anche quest’anno abbiamo esagerato. Il trionfo di panettoni, dolcetti, cotechini e prelibatezze varie che caratterizza le festività di fine e inizio anno causa in media un incremento di 1.000 calorie al giorno e può lasciare sulla bilancia e sul girovita il segno di 3 chili in più. Che possono diventare persino 5 – in particolar modo in chi ha superato in trent’anni – se tra una tavolata imbandita e l’altra abbiamo lasciato alle leccornie delle feste la possibilità imperversare per casa. Un tripudio di zuccheri, più o meno nascosti, che per 24 milioni di italiani non comporta solo il contrappasso di un accumulo di peso, ma anche l’acuirsi dei problemi gastrointestinali di cui già normalmente soffrono: pancia gonfia, bruciore di stomaco, colon irritabile, dolore addominale, sovrappeso, persino reumatismi, insonnia, caduta dei capelli… Tutti disturbi in vario modo legati al nostro apparato gastrointestinale e che ormai riguardano il 40% della popolazione, in vertiginoso aumento anche tra giovani e giovanissimi.

E adesso? Abbiamo chiesto alla biologa alimentare Kahina Oussedik – autrice del bestseller “La digestione magica” (Libreria Pienogiorno), un manuale semplice ed efficace per risolvere i problemi che spesso ci attanagliano dopo i pasti – come è possibile correre ai ripari, fare pace con la bilancia e recuperare al più presto l’equilibrio perduto.

Dottoressa Oussedik, un po’ tutti siamo reduci da un tripudio di tavolate imbandite. Dopo pasti particolarmente abbondanti si ha spesso la tentazione di affidarsi a una dieta liquida, a base di passati di verdura, spremute di frutta, tisane, per disintossicarsi. È una giusta strategia o si rischia di peggiorare le cose?
Bisogna ricordarsi che per meglio assorbire gli zuccheri, affinché non arrivino troppo in fretta nel sangue, occorre che viaggino su fibre e con le fibre. È per questo che preferisco consigliare di consumare frutti solidi (zucchero e fibre), che richiedono masticazione, rispetto alle spremute o ai succhi. Allo stesso modo pane, pasta e cereali integrali (zucchero e fibre) sono preferibile rispetto a quelli bianchi, che non hanno praticamente più fibre. Più lentamente lo zucchero arriva nel sangue, più il nostro pancreas sarà in salute e la nostra linea ideale. In generale, mangiare liquido è un’aberrazione sia per la chimica del nostro corpo che per i nostri denti, così come per un buon funzionamento di tutta quella meravigliosa macchina che è il corpo umano. Il nostro apparato gastrointestinale è non solo un vero e proprio secondo cervello, ma anche una magica fabbrica interna da cui dipende buona parte del nostro benessere; se non impariamo ad amministrarla correttamente, le conseguenze purtroppo saranno gravi e inevitabili. Oltre al disagio immediato, trascurare questi disturbi vorrà dire assistere certamente a fragilità digestive importanti. Oggi riscontriamo in Italia, ma anche negli altri paesi europei, casi di malattie della pelle, forti coliche e acne importante perfino nei neonati. Questi bambini saranno futuri adolescenti allergici, asmatici o in sovrappeso, o adulti a cui sarà purtroppo diagnosticato un cancro digestivo. Partiamo dai fondamentali, da un’attenzione alla qualità del cibo e dal comprendere i segreti della combinazioni alimentari.

Domare gli zuccheri attraverso le giuste combinazioni di cibi non trasformati e non raffinati è una vera e propria educazione nutritiva che si costruisce nella regolarità. I benefici sono immediati, ci permettono di evitare che i fastidi di cui ormai soffrono decine di milioni di persone di ogni età possano trasformarsi in patologie sempre più pesanti e, in aggiunta, ci consentono pure di perdere i chili superflui. Ma se, come quasi inevitabilmente accade nel periodo delle feste, abbiamo un po’ esagerato, per ristabilire il corpo dopo pasti ricchi di zuccheri, grassi e sale propongo di fare tre giorni con alimenti ricchi di antiossidanti. In questo modo:

Colazione: caffè o tè, ma ancor meglio un infuso di zenzero e limone (zenzero fresco e grattugiato), non zuccherato.

Pranzo: due grossi pomodori cotti, ovviamente sbucciati e privati dei semi. Completare il pasto con caffè o tè verde e un infuso di zenzero e limone. Le bevande calde consentono di ripulire tutti i canali digestivi. Il pomodoro, che richiede masticazione, favorisce un vero e proprio drenaggio di tutti gli organi e soprattutto fa molto bene ai batteri della nostra flora intestinale.

Spuntino: né tè né caffè! Solo un infuso di zenzero fresco grattugiato in acqua calda e qualche goccia di limone.

Cena: zucchine cotte a vapore condite con un po’ di coriandolo o di prezzemolo. A fine pasto, un infuso di zenzero fresco e limone.

In alternativa, chi soffre di sensibilità intestinale e non tollera il pomodoro può consumare zucchine sia a pranzo che cena.

Si possono ugualmente usare finocchi, indivia o del sedano bianco cotti. Potete fare i tre giorni con lo stesso ortaggio, oppure alternarli. Consumare queste verdure, che vanno masticate, per tre giorni consente di non passare dalle abbuffate all’estremo opposto, che è il digiuno, e mimare invece i momenti abituali dei pasti. Bisogna mantenere il ritmo dei tre pasti con cibi astuti. Smettiamo di traumatizzare la nostra digestione e il nostro corpo: dobbiamo essere consapevoli che mangiare troppo o non mangiare per niente non sono che due opposte torture a cui sottoponiamo il nostro organismo. Niente di buono per la nostra salute, e neppure niente di risolutivo per la nostra linea.

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