Il leader siciliano dei No Vax indagato per i falsi vaccini somministrati a Palermo era legato alla Lega e a Matteo Salvini, tanto da distribuire volantini che ritraggono con la scritta ‘candidato al Comune di Palermo 2022′. Filippo Accetta è stato fermato questa mattina dagli agenti della Digos insieme a Giuseppe Tomasino e Anna Maria Lo Brano, un’infermiera che lavora all’ospedale Civico e faceva finta di inoculare i vaccini nell’hub della Fiera del Mediterraneo: sono indagati per corruzione propria antecedente, falso ideologico in atto pubblico e peculato. Accetta, oltre ad essere un noto leader No Vax che è stato protagonista anche di alcune manifestazioni nazionali, era impegnato in politica con il Carroccio: i primi giorni dello scorso mese di agosto era tra i partecipanti alla cena con il leader Salvini al ‘Taco Loco’, un ristorante di Palermo. Una serata organizzata dal deputato regionale Vincenzo Figuccia, segretario provinciale della Lega a Palermo, al quale Accetta era molto legato fino a due mesi fa. Ci sono anche video e manifesti che testimoniano il legame di Accetta con la Lega, in particolare quelli che mobilitarono il Carroccio per il referendum sulla giustizia con lo slogan ‘Chi sbaglia paga’. I rapporti si sarebbero successivamente interrotti.

In seguito alle indagine della Polizia di Stato, l’infermiera è accusata di aver incassato 100 euro per ogni finto vaccino anti Covid. Tra i falsi vaccinati anche due parenti di Tomasino, il terzo indagato. Gli agenti della Digos sono risaliti ai tre grazie a intercettazioni telefoniche ed ambientali e riprese video nel centro di vaccinazione, che hanno permesso di accertare che l’infermiera avrebbe effettuato altre otto false vaccinazioni, tra cui un’altra infermiera che operava presso la Fiera del Mediterraneo e un poliziotto della questura di Palermo. Sono stati infine sequestrati i dati informatici inseriti nella “Piattaforma nazionale digitai green certificate” del Ministero della Salute – con conseguente sospensione e blocco della loro operatività dei Green Pass di tutti i soggetti che hanno effettuato i falsi vaccini. Complessivamente sono quindi undici i green pass bloccati in questa prima fase d’indagine.

Gli agenti della Digos di Palermo che hanno condotto l’indagine, da mesi seguivano i No Vax protagonisti delle manifestazioni contro il vaccino. Filippo Accetta era uno dei più accaniti tanto da avere partecipato anche alla manifestazione a Roma conclusa con l’assalto alla sede della Cgil. “Non mollate, bisogna resistere – aveva scritto lunedì in un post – a giorni ne sentiremo delle belle, la verità è vicina credetemi, la gente come noi non molla“. Così quando i poliziotti lo hanno visto dirigersi verso l’hub della Fiera per vaccinarsi si sono insospettiti. Sia Accetta che l’amico Giuseppe Tomasino sono stati “vaccinati” dalla stessa infermiera, Anna Maria Lo Brano. Non poteva essere una coincidenza e infatti, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e alle intercettazioni si è scoperto che la siringa era vuota.

C’è anche un video su TikTok dove Accetta finge di vaccinarsi con una boccetta di un prodotto per il corpo della Johnson&Johnson. “Anche Filippo Accetta si è vaccinato Johnson – dice nel video il leader no vax – poi dice che sono no Vax. Io mi vaccino perché credo al vaccino. Se non ci credete vedete. Mi sono vaccinato ora. Ho la febbre“. “Ultimamente si era dato ai no-Vax”, dice il deputato regionale leghista Figuccia, che preferisce non aggiungere altro. Accetta era pronto anche a candidarsi per le elezioni comunali della prossima primavera a Palermo. Ci sono anche dei volantini che lo ritraggono con la scritta ‘candidato al Comune di Palermo 2022’. Originario dello Zen, Accetta è stato anche leader degli ambulanti, nel gruppo di ex detenuti e disoccupati ‘Sentinelle del verde’ che avevano ottenuto un impiego come volontari a tutela delle aiuole e che avevano rivendicato un processo di stabilizzazione che però non aveva avuto esito positivo.

“Una storia sconcertante”, commenta Renato Costa, commissario Covid a Palermo. E continua: “Noi pur di avere un vaccino in più, siamo andati nei bar, nelle pizzerie, nei dormitori. Immaginare che qualcuno del sistema sanitario possa fare una cosa come questa, tradendo tre volte. Tradendo la propria identità, la propria missione, tradendo la società: è una cosa sconvolgente. Per fortuna è finita e io ringrazio le forze dell’ordine”. Il commissario però vuole lanciare un monito: “Se c’è un dato positivo almeno che dietro questa vicenda non c’è una vera ideologia no vax, c’è una volgare storia di soldi. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di valutare la costituzione di parte civile in un eventuale processo”. “A maggiore chiarezza – prosegue Costa – non solo non sono indagati medici e responsabili della Fiera del Mediterraneo, ma fin dall’inizio delle indagini io, il referente dell’hub vaccinale Rosario Iacobucci e altri membri dello staff abbiamo fornito agli investigatori tutto il supporto possibile. Era innanzitutto nostro interesse che fossero individuati i responsabili, per mettere fine a un raggiro che, per quanto episodico, è tanto più odioso perché si svolge tra le mura di un hub vaccinale, un luogo dove le persone cercano protezione dal virus”. “In questa vicenda io e, mi sento di dire, tutti i lavoratori della Fiera del Mediterraneo ci sentiamo traditi e danneggiati, perché le accuse ai tre indagati, qualora confermate, remerebbero contro tutto ciò per cui ci spendiamo quotidianamente, passando intere giornate in questo hub: convincere, rassicurare, sensibilizzare al vaccino, che è il solo modo per uscire dalla pandemia”, conclude il commissario Costa.

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