Nessuno può resistere al fascino di Venezia. Che la si ami o la si odi, la città lagunare è uno scrigno di sorprese e antichità, dove la millenaria presenza dei Dogi ha plasmato una scenografia fatta di palazzi sospesi sull’acqua, basiliche rivestite d’oro, enormi complessi monumentali civili e religiosi che spuntano all’angolo di piccole calli che costeggiano fiumiciattoli interni.

A partire dal XII secolo, quindi in una fase che in larga parte d’Europa era ancora legata al feudalesimo e ai comuni, la città ‘a picco sul mare’ iniziò a costruire un ambizioso progetto militare e civile, il cosiddetto Arsenale. Fu uno dei primi esempi al mondo di cantiere navale vero e proprio, che arrivò a impiegare fino a 5000 persone contemporaneamente, sorpassando indenne anche la fine della Serenissima e il successivo dominio austriaco.

Oggi al posto del cantiere navale, l’Arsenale di Venezia ospita un Museo storico navale, le esposizioni di arte contemporanea della Biennale e alcuni edifici appartenenti alla Marina Militare. Nei suoi pressi, però, c’è un’altra struttura che suscita l’attenzione di un visitatore alla costante ricerca di novità, stile ed esclusività: è Cà di Dio, un albergo esclusivo che introduce VRetreats, una nuova collezione di eccellenze dell’ospitalità, vere e proprie oasi di pace. Dimore e palazzi dalla bellezza senza tempo, location suggestive caratterizzate da un’atmosfera accogliente in cui godere della calorosa ospitalità italiana.

Ca’ di Dio, dimora del 1272, vede l’inizio della sua affascinante storia nel 1500 grazie alla visione di Jacopo Sansovino. Un restauro sapiente e rispettoso ha saputo donare nuova luce alla dimora, tramite un progetto curato allo Studio dell’architetto di fama internazionale Patricia Urquiola, con il preciso obiettivo di creare un concept originale e distintivo, quello di una “casa” Veneziana. Un concept che lega profondamente Ca’ di Dio al tessuto della città attraverso i materiali selezionati per gli ambienti, le cromie e i dettagli più minuziosi. Ciascun elemento è opera delle abili mani di artigiani locali, che plasmano arredi, tessuti e decori unendo la passione per il proprio lavoro ai segreti e le tecniche della tradizione veneziana.

Quella che circonda l’Arsenale è la Venezia più popolare e autentica, il Sestiere Castello è il fulcro di una città poco modaiola, ma sicuramente più aderente alla sua tradizione. Qui si può indugiare nelle osterie che propongono gustosi cicchetti e spritz alla vecchia maniera, scoprire luoghi di incredibile fascino come la Libreria Acqua Alta o la Chiesa di San Francesco della Vigna, progettata dal Palladio insieme al già citato Sansovino.

Un luogo meno affollato, ma proprio per questo più reale, dove il progetto di Cà di Dio si inserisce perfettamente e assume un significato nuovo. Il carattere veneziano dell’hotel è ben delineato nelle cromie delicate, nell’uso sapiente del vetro – ricchezza e fascino di quella Murano un tempo apripista dell’arte vetraia nel mondo – e soprattutto nei magnifici affacci che le camere propongono sui tesori della Laguna. Come Suite Altana, la più esclusiva di tutto il complesso, 40mq con un piccolo terrazzino dal quale si può ammirare la Basilica di San Marco e il campanile in tutta la loro magnificenza.

Ovviamente, senza dimenticare l’acqua, che “ispira la palette” dell’hotel e, come ricorda Urquiola, è il fil-azur che lega sfumature, gradazioni, carta da parati, lampadari. Una fluidità dei colori e degli spazi perfetta per sentirsi accolti ancor prima che ospiti, in un luogo che dal Duecento a oggi ha cambiato forme, ma ha conservato quella Venezianità irrinunciabile.

Cà di Dio può anche essere la soluzione ideale per vivere una vacanza di fine anno all’insegna dell’eleganza veneziana e celebrare l’arrivo del 2022 in una delle città più romantiche al mondo. Ecco perché la struttura propone delle quotazioni speciali dedicate ai soggiorni in Junior Suite, con delle dolci amenities (tè bianco, panettoncini, pandori e biscotti Chandelier) che renderanno ancora più gustoso il soggiorno in questo hotel d’eccellenza.

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