Il primo ministro olandese Mark Rutte ha annunciato la reintroduzione del lockdown nazionale nel Paese, a partire da domenica 19 dicembre e per tutte le festività di Natale. Negozi non essenziali, bar, ristoranti e altri esercizi rimarranno chiusi almeno fino al 14 gennaio, così come le scuole. Una scelta “inevitabile a causa della quinta ondata che si sta avvicinando a causa di Omicron“, ha detto Rutte in conferenza stampa, spiegando che la variante si sta “diffondendo più velocemente di quanto temessimo” e la stretta è necessaria “per prevenire il peggio“. “Sono qui stasera di umore cupo. Per riassumere in una frase, i Paesi Bassi torneranno in lockdown da domani”, ha esordito nella conferenza stampa televisiva convocata alle 19 locali. dopo una riunione d’emergenza del governo. Accanto a lui erano presenti il ministro della Salute Hugo De Jonge e l’epidemiologo capo dell’Istituto di salute pubblica Rivm, Jaap Van Dissel, secondo cui Omicron diventerà dominante in Olanda tra Natale e Capodanno. Lo scorso 28 novembre nel Paese era già scattato un regime di semi-lockdown, con tutti gli esercizi non essenziali chiusi dalle 17 alle 5 del mattino.

LA SITUAZIONE IN EUROPA – La variante Omicron al momento costituisce un quarto dei casi ad Amsterdam e, secondo quanto riporta l’emittente olandese Nos, dai dati emerge che nella capitale la quantità di casi Omicron sul totale dei contagi raddoppia ogni due o tre giorni: secondo questa tendenza, è atteso che ad Amsterdam la variante diventi dominante la prossima settimana. La mutazione, peraltro, si sta “diffondendo alla velocità della luce” in Europa e sempre più Paesi istituiscono nuove restrizioni. Dopo le critiche arrivate nei giorni scorsi all’Italia dall’Unione europea per le nuove regole stabilite per l’ingresso sul territorio nazionale, ora alcuni Paesi hanno deciso di adottare una linea ancora più dura. L’Austria, ad esempio, ha deciso che potrà entrare nel Paese senza restrizioni solo chi ha già ricevuto la terza dose del vaccino. In Germania, invece, i ministri della Sanità dei lander hanno chiesto che tutti i viaggiatori con più di 6 anni che sono stati negli ultimi 10 giorni in un Paese nel quale è stata rilevata la variante Omicron siano sottoposti a tampone molecolare. Questo per quanto riguarda la protezione dall’esterno. Ma nelle ultime ore in alcuni Paesi sta avanzando anche l’ipotesi di una protezione interna, che fa ritornare in auge la misura più drastica: il lockdown. Una strada, quella della chiusura di tutti gli esercizi commerciali non necessari, a cui sta pensando anche l’Inghilterra di Boris Johnson, da giorni alle prese con un aumento impressionante dei contagi.

L’AUSTRIA SENZA RESTRIZIONI SOLO PER VACCINATI – Da lunedì, 20 dicembre, potrà entrare In Austria senza restrizioni solo chi ha già ricevuto la terza dose del vaccino anti Covid. Le persone vaccinate (che però non hanno ancora ricevuto la terza dose) o guarite dovranno essere in possesso di un tampone pcr negativo non più vecchio di 72 ore. Per i non immunizzati scatta invece una quarantena di dieci giorni, con l’isolamento che potrà essere interrotto dopo cinque giorni con un test molecolare negativo. “Solo così possiamo frenare la diffusione di Omicron“, ha detto il ministro della Salute austriaco Wolfgang Mueckstein, annunciando il provvedimento che entra in vigore il prossimo lunedì. La misura non vale per i bambini fino ai 12 anni, donne incinte e persone che per motivi di salute non possono essere vaccinate. Per i pendolari transfrontalieri basta invece il pass ‘3-G’ (guariti, vaccinati oppure testati). La decisione non ha mancato tuttavia di creare polemiche. Il presidente dei gestori degli impianti di risalita in Austria, Franz Hoerl, ha definito il provvedimento “totalmente fuori dal mondo”. Con così poco preavviso, ha commentato, non sarebbe praticabile per chi viaggia più giorni per arrivare in Austria. Fino a qualche giorno fa, tuttavia, a Vienna non controllavano nessun viaggiatore né in uscita né soprattutto in entrata, come testimoniato dall’inchiesta sul campo realizzata da ilfattoquotidiano.it.

ANCHE BORIS JOHNSON VALUTA LA LINEA DURA – Nel Regno Unito le autorità stanno elaborando un piano per un ipotetico lockdown di due settimane dopo Natale, che includerebbe il divieto di riunioni al chiuso tranne che per motivi di lavoro e la limitazione del servizio per pub e ristoranti solo all’esterno. A riferire di questa bozza è il Times, spiegando che le misure sarebbero finalizzate a rallentare la diffusione della variante Omicron del coronavirus. Secondo la testata, tuttavia, il premier Boris Johnson non ha ancora approvato il piano e non intende “chiudere”. Il Financial Times riferisce che a Johnson sono state presentate una serie di opzioni per un cosiddetto ‘Piano C‘, che vanno “da linee guida blande” fino al lockdown. Secondo alleati del premier britannico citati dal Financial Times, Johnson sarebbe più orientato verso le linee guida, ma deve comunque essere realistico sulla minaccia della variante Omicron. Intanto la Bbc ha riferito che il comitato di esperti Sage (Scientific Advisory Group for Emergencies), in una riunione tenutasi giovedì e di cui l’emittente ha potuto visionare i verbali, ha affermato che in Inghilterra è necessario adottare al più presto misure più restrittive perché in relazione alla diffusione della variante Omicron del coronavirus si rischia di raggiungere i 3mila ricoveri in ospedale al giorno. Pare che i consulenti abbiano raccomandato di passare alle restrizioni già viste ad aprile nella fase di allentamento del lockdown, con il divieto di incontrare al chiuso persone di altri nuclei domestici. Il comitato, inoltre, ha avvertito che “la tempistica delle misure è cruciale” e “ritardarle al 2022 ne ridurrebbe in modo considerevole l’efficacia“. Per interrompere l’aumento dei casi, a sentire gli esperti, servirebbe un lockdown prima di Natale perché dopo “potrebbe essere troppo tardi”.

RIUNIONE URGENTE IN GERMANIA – I ministri della Salute del governo federale e dei lander tedeschi si riuniscono oggi in un vertice di emergenza per discutere della situazione della pandemia e delle scorte di vaccini nel Paese. A lanciare recentemente l’allarme è stato il ministro della Sanità Karl Lauterbach, preoccupato per le scorte di vaccini per il primo trimestre del 2022. Lauterbach intende acquisire vasti quantitativi di vaccini, anche se è appena stato annunciato l’arrivo, prima del previsto, di 35 milioni di dosi del vaccino Moderna. Da parte loro, i ministri della Sanità dei lander tedeschi hanno chiesto regole più severe per i viaggiatori in entrata nel Paese. Le misure, hanno fatto sapere i ministri in una risoluzione anticipata dall’agenzia dpa, dovranno essere applicate ai viaggiatori provenienti dai Paesi colpiti dalla variante Omicron. “Rendere gli ingressi più sicuri contribuisce a prevenire la diffusione così rapida della variante Omicron“, ha detto alla dpa il ministro federale della Sanità Karl Lauterbach. “Non possiamo impedire la sua diffusione, solo rallentarla. Più tempo ci metterà Omicron a diffondersi anche in Germania, meglio sarà”, ha aggiunto. Nello specifico, a tutti i viaggiatori maggiori di 6 anni che sono stati negli ultimi 10 giorni in un Paese nel quale è stata rilevata la variante Omicron, sarà richiesto un test molecolare negativo. Il test antigenico non sarà più sufficiente.

FRANCIA, CANCELLATO IL CAPODANNO DI PARIGI – Anche la Francia ha rafforzato i controlli alla frontiera con il Regno Unito, dove nella sola giornata di venerdì 17 dicembre si sono registrati oltre 93mila contagi, ma anche le sue regole interne. Il green pass sanitario diventerà all’inizio dell’anno un “pass vaccinale” attivabile solo con un programma di vaccinazione completo e non più un semplice tampone negativo. Non solo: da mercoledì 22 dicembre prenderanno il via le vaccinazioni dei bambini dai 5 agli 11 anni. Lo ha annunciato il ministro della Sanità Olivier Veran spiegando che le dosi verranno somministrate “in centri a misura di bambino”, aggiungendo che dal 30 gennaio scatterà l’obbligatorietà dei vaccini per gli operatori sanitari e i vigili del fuoco. A France Inter ha quindi spiegato che “abbiamo diversi cluster ospedalieri della variante Omicron, in particolare nella regione di Parigi”: circa il 10% del totale dei nuovi casi di coronavirus in Francia si sospetta che siano riconducibili proprio ad Omicron. Per questo motivo il municipio di Parigi ha annunciato la cancellazione dei fuochi d’artificio e dei concerti sugli Champs-Elysée per Capodanno.

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