Come prevedibile – dopo la richiesta della difesa di Barbara Faggioli – anche i legali delle altre Olgettine hanno chiesto al Tribunale di Milano di stralciare la posizione e di proscioglierle dal reato di falsa testimonianza. Una mossa che è diretta conseguenza della decisione dei giudici che il 3 novembre hanno dichiarato inutilizzabili le testimonianze di ex olgettine rese nel Ruby e nel Ruby bis e che potrebbe aver azzoppato parte delle accuse a carico dei 29 imputati del ter, tra cui lo stesso Silvio Berlusconi. L’accusa, sostenuta dal pm di Milano Luca Gaglio e dalla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano (nella foto), ha chiesto “fermamente” che vengano rigettate le istanze, chiarendo di ritenere “folle” una decisione ora, prima della fine del dibattimento, sulle false testimonianze, perché quei reati sono “strettamente connessi” con l’accusa di corruzione in atti giudiziari e, dunque, con una pronuncia in questa fase il collegio potrebbe rendersi incompatibile e quindi bisognerebbe “stralciare”, ossia separare i due reati, e ripartire con altri giudici. E ciò non va nell’ottica della “economia processuale”. Quanto per esempio successo già a Siena dove Berlusconi, che poi è stato assolto, era imputato con il pianista Danilo Mariani.

Per la Procura, tra l’altro, le giovani assunsero la qualifica di “pubblico ufficiale” come testimoni nei due processi sul caso Ruby, quando ci furono le convocazioni come testi nel novembre 2011 e quindi prima che andassero in aula a deporre. Le giovani, secondo i giudici del Ruby ter, che hanno deciso l’inutilizzabilità dei loro verbali, avrebbero dovuto essere, però, indagate e assistite da avvocati. “Oggi saremmo qui anche se quelle testimonianze non fossero state mai rese”, ha spiegato, tuttavia, il pm Gaglio, perché, secondo l’accusa, la corruzione in atti giudiziari delle testimoni pubblici ufficiali era già iniziata nel novembre 2011 e la “cessazione della qualità pubblico ufficiale” da giurisprudenza non fa cadere il reato. La corruzione è contestata fino al 2015. Anche il legale di parte civile Gabriella Vanadia, che rappresenta la Presidenza del Consiglio, ha chiarito che, anche se la “dichiarazione di inutilizzabilità decisa dai giudici rende inesistente le false testimonianze, i due reati risultano estremamente connessi e contrasta, dunque, con l’economia processuale provvedere in questa sede a una pronuncia immediata sulle false testimonianze. Il Tribunale deciderà alla prossima udienza fissata l’1 dicembre.

Oggi erano previsti l’interrogatorio di uno degli ex legali di Ruby, l’avvocato Luca Giuliante, che ha rinunciato e anche quella di Luca Risso, ex compagno della giovane marocchina spacciata per nipote dell’ex presidente dell’Egitto. Intanto la difesa di Silvio Berlusconi, col legale Federico Cecconi, ha spiegato ai giudici che è pronta a “sfoltire” in modo “significativo” la sua lista di testimoni del processo milanese sul caso Ruby ter “di circa due terzi o anche di più”. Al momento la difesa ritiene di poter confermare tra i propri testimoni “34 persone” più due consulenti.

Il legale Cecconi, comunque, nel suo intervento in aula ha chiarito pure che la rinuncia formale agli altri testimoni, che erano indicati nelle proprie liste, potrà avvenire dopo che i giudici si saranno pronunciati sulla questione dei proscioglimenti immediati per le false testimonianze. E anche all’esito degli esami degli imputati. Anche il legale Ivano Chiesa, difensore di alcune ragazze, ha spiegato che prima di decidere se tagliare i testi vorrebbe sapere cosa decideranno i giudici sulle false testimonianze. E dato che una serie di imputati, che avevano annunciato di voler parlare in aula, poi non si sono presentati, l’aggiunto Tiziana Siciliano ha chiesto che Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli, i cui esami sono previsti per l’1 dicembre, facciano sapere per certo se saranno o meno in aula “come forma di rispetto, se no ogni settimana dobbiamo chiederci se gli imputati ci saranno”. Il legale delle due giovani ha confermato che saranno in aula per gli interrogatori.

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