Si è scelta l’aula bunker dell’Ucciardone a Palermo, la stessa del primo maxiprocesso alla mafia, per consegnare le prime 100 “piantine di Falcone” alle scuole che hanno deciso di partecipare a Un albero per il futuro. Il progetto, voluto fortemente dalla Fondazione Falcone e realizzato in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e l’Arma dei carabinieri, prevede la donazione di 50mila piantine che verranno piantate nelle scuole italiane tra il 2020 e il 2022.

“L’Albero Falcone ha rappresentato l’avvio della resistenza civile contro la mafia“, ha detto Maria Falcone, presidente della Fondazione. “Io spero che gli alberi che nasceranno dalle sue talee, donate alle scuole di tutta Italia grazie al lavoro dei carabinieri, diventino presidi di legalità per tanti territori, strumento di trasmissione di memoria e impulso per la creazione di una società più giusta”. E infatti l’albero Falcone esiste da tempo e si tratta del ficus che si trovava davanti alla casa del magistrato e della moglie Francesca Morvillo, divenuto un simbolo. Così, il 15 aprile 2021 il Raggruppamento carabinieri biodiversità e la Fondazione Falcone, in accordo con il Comune e la Soprintendenza ai Beni Ambientali di Palermo, hanno avviato le procedure per la duplicazione e la distribuzione di questo “Ficus macrophilla columnaris magnoleides”.

Insieme alla sorella del giudice ucciso dalla mafia erano presenti anche il sottosegretario al ministero della Transizione ecologica Ilaria Fontana, Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, il generale Pietro Antonio Marzo, comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, il presidente della corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca e alcuni istituti scolastici siciliani in rappresentanza di tutti gli aderenti al progetto, ai quali sono state simbolicamente donate le piantine.

Al momento sono oltre 300 gli istituti italiani che hanno chiesto di avere l’Albero di Falcone di cui oltre 200 in Sicilia. Sono invece ormai quasi mille gli istituti scolastici che hanno già aderito e intrapreso questo percorso verso la consapevolezza. Questi alberi infatti non sono solo importanti come simbolo contro le mafie, ma anche come contenimento dei cambiamenti climatici, per la conservazione ambientale con oltre 5mila piante già nel suolo. Le piante messe a dimora vengono automaticamente geolocalizzate sul sito www.unalberoperilfuturo.it dove un algoritmo calcola in tempo reale il quantitativo di CO2 che ogni pianta assorbe. Una di queste è stata piantata anche vicino al carcere dell’Ucciardone.

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