Ti risuona nella mente il nome “Polo“, e pensi a un passato che si snoda in 45 anni di onorata carriera e in qualcosa come 18 milioni di macchine vendute, soprattutto in giro per l’Europa. Ma poi pensi anche che il concetto di “passato” mal si adatta ad un’auto che negli anni si è reinventata in modo piuttosto razionale. E che ora presenta l’ennesima evoluzione, perché di questo si tratta più che di un semplice restyling.

La sesta generazione, come detto rinnovata, ha detto addio al diesel. Ed è anche priva di qualsiasi powertrain elettrico o elettrificato (e così sarà anche la settima, per quanto se ne sappia ora), affidandosi ad un più che convincente 1.0 benzina a tre cilindri in varie declinazioni di potenza (da 80 a 110 cavalli), supportato pure dal turbo. E disponibile anche con l’opzione metano.

Ma nonostante non ceda alle tentazioni dell’elettrone, questa Polo vanta una serie di soluzioni tecnologiche, mutuate dai modelli Vw di segmento più alto, che al futuro strizzano l’occhio. A cominciare dal sistema IQ.Drive Travel Assist, gestibile tramite il volante capacitivo, che permette una guida parzialmente automatizzata di livello II (può gestire la marcia seguendo l’andamento del traffico, a patto di tenere una mano su volante), come pure dal cruscotto 100% digitale: quel Digital Cockpit ormai divenuto un marchio di fabbrica del gruppo tedesco, a cui si affianca un secondo schermo touch da cui gestire l’infotainment (il MIB 3, ovvero il più evoluto a disposizione) di bordo. Senza dimenticare l’App-Connect, anche wireless, e il climatizzatore bizona con comandi tattili (in opzione). Tutto intuitivo e per nulla difficile da utilizzare, anche da chi non fa dell’high-tech la propria bandiera. Il resto dell’abitacolo è senza dubbio spazioso, i materiali e le finiture gradevoli, a patto di non abbassare troppo lo sguardo verso plastiche forse un pò troppo rigide.

Quanto agli esterni, se le dimensioni non cambiano altrettanto non si può dire di paraurti, scarichi e cerchi in lega, tutti ridisegnati. Al pari dei gruppi ottici, che hanno indicatori di direzione dinamici e sono a Led sia davanti che dietro: anzi, quelli anteriori sono Matrix Led e hanno un inserto centrale molto scenografico che attraversa e illumina tutto il “muso”.

Parlavamo del motore. L’entry level è un 1.0 tre cilindri benzina EVO da 80 cavalli, che salendo guadagna potenza (95 Cv, col turbo TSI) ma anche il noto e apprezzato cambio Dsg (95 e 110 Cv). Ne è disponibile anche una versione a metano, da 90 cavalli, nonché la sportivissima GTI con il 2.0 TSI da 207 cavalli. A prescindere dalle versioni, il propulsore sembra ben dimensionato alle esigenze di un’auto la cui vocazione, nonostante l’ambizione per certi versi soddisfatta di somigliare sempre più alla sorellona Golf, rimane pur sempre cittadina. Il che non significa non potersi togliere qualche soddisfazione anche nel misto extraurbano, in virtù di una taratura ottimale dell’assetto e di uno sterzo preciso, a patto ovviamente di non esagerare.

Quanto agli allestimenti, cambia tutto rispetto al passato. Debutta la versione sportiveggiante “R-Line”, che va ad affiancare la più elegante “Style” al top dell’offerta. Scendendo, si trovano la “Life” e quella base, detta semplicemente “Polo”. I prezzi, infine: quello d’attacco è di 18.700, anche se la versione presumibilmente più gettonata, la 1.0 TFSI Life da 95 cavalli con cambio manuale ne costerà 20.750.

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