“Che bella giornata”, uscito nel 2011, incassò 43,4 milioni di euro al botteghino. Era il secondo film di Checco Zalone e faceva molto ridere. Perlomeno, ha fatto molto ridere chi scrive queste righe. La scena che tutti o quasi si ricordano, di quel film, si svolge al distributore di Tornavento, un piccolo borgo nei pressi della Malpensa, con Checco che chiede di fare 7 euro di GPL alla sua Porsche Carrera grigia. Una sciabolata crudele all’immagine dei fans del gas o il definitivo sdoganamento del carburante economico ma non troppo cool? Probabilmente tutt’e due. Sono passati dieci anni, il GPL costa più o meno come allora (intorno a 0,72/0,75 al litro, anche se nel 2016 era sceso ben sotto gli 0,60) e l’attore pugliese farebbe un po’ meno ridere di un decennio fa giacché, nel frattempo, sempre meno gente si vergogna di “andare a gas”. La leader del campionato d’Italia del GPL è la Sandero, che ha scalzato la numero uno dell’anno scorso, la Duster. Un allegro derby in casa Dacia, dunque.

L’alimentazione a gas di petrolio liquefatto è una delle briscole in mano alla marca rumena del gruppo Renault, che se la sta giocando assai bene. La Sandero, per dire, è la quarta vettura più venduta ai privati in Italia nel 2021, e il 70% dei clienti sceglie proprio quella con doppia alimentazione benzina/GPL. Tra le Sandero prevale, sempre con la percentuale del 70%, la versione Stepway, che è più bellina, più alta e con un vago aspetto fuoristradistico. È vero che con il GPL si deve sopportare qualche limitazione (fare rifornimento solo tramite un addetto in carne ossa, niente fai da te; non si può parcheggiare nei garage sotterranei al piano meno due, e talvolta neppure al meno uno), ma è anche vero che con la Stepway Comfort Eco G ho percorso circa 470 chilometri andando da Milano nel Ponente Ligure, girando anche sull’Aurelia e nei paesini intorno a Sanremo, “arrendendomi” a switchare in modalità benzina a metà del ritorno. La spesa per quei 470 km è stata di 25,20 euro, pagando 0,72 euro al litro il GPL. Con 25,20 euro di benza o di gasolio è un miraggio fare tutta quella strada.

Sotto il cofano della Dacia Sandero Stepway c’è il tre cilindri turbo da 999 cc, accreditato di 101 cavalli di potenza, governato dal cambio manuale a sei marce. La ciambellona del GPL contiene 40 litri di gas e il serbatoio del carburante 50 litri. Sommate, le due potenziali percorrenze permettono di seguire la propria squadra in trasferta senza rischiare incontri spiacevoli con la tifoseria rivale negli autogrill. Com’è giusto sapere, con un litro di GPL si fa meno strada rispetto a quanta se ne macina con un litro di benzina: diciamo in un rapporto di 7 a 10. Però non bisogna scordare che un litro di gas costa molto meno della metà del propellente più mobile e, a seconda dell’andamento dei mercati, può arrivare anche a costare un terzo della benzina. Il bagagliaio, che è a suo modo il “cuore” della vettura, ospitando la bombola del GPL, che ruba il posto alla ruota di scorta, evidenzia due piccole debolezze: per chiudere il portellone le manigliette interne sono scomode e per caricare colli ingombranti c’è una certa distanza tra filo dell’apertura e piano di carico. “Peanuts”, direbbero in tanti, e avrebbero pure ragione.

La Sandero Stepway non è una macchina da battaglia, ma il tre cilindri un certo carattere ce l’ha, nel senso che nelle ripartenze non è seduto come ci si potrebbe attendere da un mezzo che cattura l’attenzione soprattutto per il suo rapporto prezzo/qualità, non certo per il suo rapporto di coppia. E allora parliamo di quattrini. Corposamente accessoriata, la Sandero Stepway benzina/GPL costa 14.500 euro. “Una delle poche auto che oggi ha senso comprare”, mi dice serio l’ex vicedirettore di una prima testata giornalistica dell’auto. Un significativo endorsement, anche se mi tocca mantenerlo anonimo. Torniamo al volante, per dire che lo sterzo è leggerino e a 130 all’ora in autostrada è difficilissimo capire le parole del borbottante Romano Prodi intervistato alla radio o apprezzare un pezzo acustico di James Taylor. Forse è addirittura un bene, così si va più piano e si risparmia ancora di più.

Perché la Sandero, anche se non la si può più definire un’auto low-cost, è ideale per chi bada al sodo e fa parecchi chilometri (quella “solo benzina” è davvero economica, la si porta a casa con nove testoni e spiccioli). È interessante inoltre rilevare come l’opzione GPL non sia passata di moda neppure in questo periodo di martellante battage pro-ibrido e pro-elettrico. Nel 2016 le vendite di auto a gas rappresentavano il 5,6% del mercato italiano, quest’anno si viaggia intorno al 7%. Non a caso nel corso del 2021 la Sandero se la sono comprata più di 150 mila automobilisti, in Europa. Di questi, oltre 16 mila italiani che provano a difendersi dall’ondata del caro-carburante affidandosi alla ciambella del GPL. Siamo in tanti ad ammirare Checco Zalone, anche alla pompa.

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