Quella di oggi potrebbe essere l’udienza chiave per il futuro di Britney Spears. Gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda sono stati clamorosi: è stato Jamie, suo papà, a chiedere di non essere più il tutore della figlia… anche se nei fatti ha sempre continuato a mettere i bastoni tra le ruote alla figlia. Oggi i giudici potrebbero accettare questa richiesta, rendendo di fatto libera (bisogna capire fino a che punto) la popstar. Intanto la sua vita continua a essere messa sotto la lente d’ingrandimento. “Britney contro Spears” (su Netflix) e “Controlling Britney Spears” (sul New York Times) sono soltanto gli ultimi dei documentari dedicati agli ultimi suoi 13 anni di vita vissuti sotto la “conservatorship” del padre.

Il documentario del New York Times parla di telefoni controllati, minacce, intercettazioni, incontri intimi spiati, pedinamenti. Era senza privacy persino in camera da letto, dove ci sarebbero state delle telecamere. Insomma, Britney ha vissuto sotto controllo serrato e ossessivo. Addirittura, per incontrare un avvocato – secondo “Controlling Britney Spears” – la cantante gli avrebbe chiesto di vestirsi da idraulico. Tuttavia Britney è intervenuta su Instagram per smentire alcune di queste informazioni divulgate a pochi giorni dall’udienza: “È davvero pazzesco ragazzi… ho visto un po’ dell’ultimo documentario e odio informarvi ma molto di quello che avete sentito non è vero (…) Cerco davvero di dissociarmi dai dramma!!! Numero uno, questo è il passato! Numero due, il dialogo può diventare un po’ più di classe??? Numero tre… wow hanno usato le immagini più belle. Che posso dire… un grande sforzo!!!”.

Il nuovo team leale, guidato da Rosengart, è agguerrito e spera in una svolta. Alcune delle rivelazioni dei documentari, perlomeno quelle vere, potrebbero influenzare nettamente l’udienza: il padre potrebbe essere accusato persino di abusi perpetrati nei confronti della figlia. Il caso è ancora aperto, e non si concluderà così in fretta.

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