di Leonardo Corbo

Il super green pass, com’è noto, è agli onori delle cronache e sotto i riflettori del dibattito politico. Se dovessimo scattare una fotografia dell’Italia, in ordine a questo tema, potremmo vederla con queste sfumature. Da una parte abbiamo la società green pass (la stragrande maggioranza), poi ci sono i no green pass, e infine i no vax che si dividono in coloro che sono convintamente contro il vaccino e coloro che sono dubbiosi, timorati e via discorrendo.

Tra i contrari, o gli scettici, o semplicemente coloro che rilevano perplessità riguardo all’utilizzo del green pass o del super green pass, annoveriamo persone degne di stima come Alessandro Barbero, Massimo Cacciari e Marco Travaglio. Quindi la narrazione secondo cui di questo tema non si può parlare è una balla sesquipedale. Anzi, se ne parla fin troppo.

Sicuramente saremo i primi in Europa a introdurre il super green pass e siamo d’accordo nel tacciarlo – anche – come forzatura. Tuttavia, ciò che mi chiedo e domando agli scettici e dubbiosi: che problema pone il green pass? Vi obbliga a invadere la Polonia, a sentire Povia, e a leggere Il Foglio? C’è una pandemia in corso. L’anno scorso abbiamo avuto il lockdown. Non avevamo né mascherine, né ventilatori polmonari. Tantissime sere passati davanti alla televisione ad ascoltare notizie strazianti sul numero di contagiati e di morti. E mica si sollevavano dubbi sul vaccino, anzi si sperava – con ragione – che nel 2021 ci sarebbe stato. Ancora: se non sono bastati 18 mesi di pandemia e un default economico spaventoso, cosa occorre per persuadere a vaccinarsi?

La situazione è nota, non da oggi ma da marzo 2020. Si conoscono le conseguenze di chi si infetta ed è vaccinato e i rischi (molto più gravi) di chi si infetta e non è vaccinato. In questo quadro abbiamo una parte di no vax, che sono ortodossi, che non si convinceranno mai. Poiché non sanno minimamente di cosa parlano, minacciano Matteo Bassetti perché è favorevole al vaccino (indice della loro sublime cultura) e non di rado sono fascisti che manifestano per le libertà individuali (e qui siamo alla storia. Siamo davvero oltre ogni possibile, fervida, immaginazione).

L’altra parte è formata dai dubbiosi, gli scettici. Eppure il tema è stato sviscerato tantissime volte. Il dottor Galli, Crisanti, l’Ema, l’Aifa ci hanno detto mille e una volta che il vaccino è sicuro. Il totale di vaccinati in Italia è oltre i 40 milioni. I dubbiosi e gli scettici cosa stanno ancora aspettando per vaccinarsi? L’allargamento dell’utilizzo del green pass, dunque, è stato realizzato per indurre a vaccinarsi, quindi a proteggersi contro questo maledetto virus nella stragrande maggioranza dei casi.

Non vi piace? Allora ogni due giorni fatevi un tampone. A vostre spese naturalmente, perché regalarvi pure il tampone dopo che mettete la vostra individualità davanti alla collettività mi pare una richiesta eccessiva, sgradevole ed estremamente egoistica. Senza frignare come se fosse l’apocalisse, ciascuno si assuma le responsabilità delle proprie azioni.

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