Le dichiarazioni di Giorgia Meloni contro il reddito di cittadinanza, così come quelle di Matteo Salvini e Matteo Renzi, “mostrano una totale ignoranza delle condizioni dei più fragili“. A scriverlo è il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi, che in una nota parla della “polemica politica alla sola ricerca di visibilità, non di soluzioni”. L’ultima è stata appunto la leader di Fratelli d’Italia, che nel suo intervento al forum Ambrosetti di Cernobbio ha definito il reddito di cittadinanza “metadone di Stato”. Da Villa d’Este anche Salvini ha continuato a sparare contro la misura che aiuta i più poveri, mentre Renzi lo scorso 2 settembre su Rete 4 ha lanciato perfino un referendum per abolirlo.

“L’elenco di cose da fare per migliorare il reddito di cittadinanza è lì fin da quando la misura è stata decisa, ma visto il dibattito politico – questo sì stupefacente – l’unico obiettivo sembra quello di colpire una misura di welfare di cui il Paese non può fare a meno“, il commento di Gazzi. Il presidente degli assistenti sociali sottolinea infatti che in Italia “i poveri c’erano e ci sono” e spiega che “spesso non è la mancanza di lavoro a determinare la condizione d’indigenza, ma biografie pesantissime e norme punitive come quella che permette la percezione del reddito soltanto agli stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni“.

L’ultimo rapporto dell’Ocse sull’Italia promuove la misura, spiegando che l’introduzione del reddito di cittadinanza “ha contribuito a ridurre il livello di povertà delle fasce più indigenti della popolazione”, sebbene molti nodi siano ancora irrisolti, a partire dalla scarsa efficacia dei centri per l’impiego pubblici. Eppure, come ilfattoquotidiano.it ha già riportato, i dati negano il fenomeno di un “effetto divano” che tanto viene rilanciato dalla destra e dagli imprenditori, anche a Cernobbio. Sugli stagionali, in particolare, i rapporti di lavoro attivati a maggio di quest’anno sono 142mila, il doppio rispetto al 2017 e 50mila in più del 2018, quando il reddito di cittadinanza non c’era.

Già nella giornata di domenica, ospite sul palco della festa del Fatto Quotidiano, il presidente del M5s Giuseppe Conte aveva replicato ai durissimi attacchi di Salvini e Meloni, parlando di “un’aggressione vigliacca” perché “stiamo parlando anche di pensionati e di una platea di beneficiari che non ha di che mangiare“. La nota del presidente dell’Ordine degli assistenti sociali si chiude con un altro invito ai politici che invece criticano il reddito di cittadinanza: “Attuare politiche attive del lavoro, vigilare perché non si facciano contratti da fame e combattere il lavoro nero“.

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