Ha destato scalpore l’esclusione di Roma per la corsa ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022, che si terrà a maggio nel nostro Paese. La capitale d’Italia, nonché città degli ultimi vincitori, i Maneskin, non ce l’ha fatta al rush finale. Ci ha pensato l’Assessore ai Grandi Eventi, Veronica Tasciotti, non senza polemiche, a spiegare il perché sui social. Premesso che la capitale ha presentato come location il Padiglione della Fiera di Roma, “unica struttura cittadina rispondente a tutti i criteri tecnici”, l’Assessore ha spiegato che infine “l’altezza del soffitto – per qualche metro – non era conforme allo standard richiesto”, cioè di 18 metri. Poi la piccola polemica finale: “ Da oggi tutti esperti di grandi eventi, di Eurovision che il 90% delle persone non sa neanche cosa sia, di altezze e carichi dei pesi, di bid book e di impianti”. Al di là del fatto che l’evento è stato seguito quest’anno da 183 milioni di telespettatori nel mondo, solo in Italia da 4.512.000 telespettatori, con uno share del 24,98%, il fatto è che i requisiti decretati dall’Ebu sono ben chiari non solo alla Rai ma anche ad addetti ai lavori e ai numerosi fan.

I REQUISITI FONDAMENTALI PER ACCOGLIERE L’EUROVISION

In particolare viene chiesto che la città scelta abbia un aeroporto internazionale che non disti più di un’ora e mezza, che ci sia una offerta alberghiera e di accoglienza di almeno 2000 stanze. Poi sulla location si entra ancora più nel dettaglio, dall’aria condizionata all’altezza del tetto (il requisito che non aveva il luogo proposto da Roma) di 18 metri, la sede deve prevedere un minimo di 8.000 posti e 2.000 posti in piedi, preferibilmente più di 10.000 posti e 2.500 posti in piedi. Quindi si ragiona a capienza piena e non Covid come per l’edizione 2021. La location deve essere facilmente raggiungibile con mezzi pubblici e auto, deve gestire grandi volumi di traffico, offrire spazio sufficiente per complesse logistiche di carico e scarico. Indispensabile il centro stampa che possa accogliere mille giornalisti provenienti da tutta Europa ma anche un’area ad hoc per le delegazioni degli artisti e relativi camerini, deve esserci anche lo spazio per uffici e per il personale dell’organizzazione, un’area hospitality e servizi essenziali previsti per il pubblico, dalle toilette alla distribuzione e vendita di bevande e cibo. I lavori per l’allestimento iniziano sei settimane prima delle date prescelte e serviranno due settimane successive alla finale per smantellare tutto.

LE LOCATION PRESENTATE DALLE CINQUE CITTA’
Milano ha presentato come location il Palazzo delle Scintille, che attualmente ospita ormai da mesi uno dei centri vaccinali più importanti della città, e naturalmente il MedionalumForum di Assago. Torino invece ha messo sul tavolo il suo PalaAlpitour, Bologna ha proposto due location: la Fiera e l’Unipol Arena, Pesaro ha l’Arena Vitrifrigo ma viene considerato anche il Teatro Rossini, come location satellite per le altre attività legate a Eurovision. Infine per Rimini ci sono gli spazi della Fiera.

PRO E CONTRO
Torino è stata indicata da subito come la città ideale, in realtà è stata la prima ad organizzarsi e a farsi avanti nell’anno della partecipazione di Francesco Gabbani con “Occidentali’s Karma” nel 2017, quando il vincitore di Sanremo sembrava essere favorito. Ma la corsa di quest’anno è agguerrita e potrebbe ‘soffrire’ le altre città. Di base Milano ha tutto: ha due location, anche se per rendere accessibile il Palazzo delle Scintille ci sarebbero dei lavori e degli investimenti (importanti) da realizzare. Bologna ha due aree ottime come planimetria, ma la città è piccola. Piccola nota: c’è un punto di contatto tra Milano e Bologna, ovvero che sia il Palazzo delle Scintille che la Fiera sono due centri vaccinali. Pesaro non ha un aeroporto vicino e soprattutto non ha un’area stampa nel Palazzetto, che però come dimensioni pare sia perfetto, secondo le richieste dell’organizzazione. Poi c’è Rimini che ha il vantaggio della città, dell’accoglienza alberghiera, dei collegamenti e della suggestione di poter realizzare il turquoise carpet e l’Eurovillage sul lungomare. Lo svantaggio è che il Padiglione della Fiera dovrebbe essere adattato alla disposizione di una Arena, ma è un impedimento superabile senza problemi.

DUE CITTA’ IN POLE POSITION
Sia i tecnici della Rai che i rappresentanti dell’organizzazione Ebu hanno effettuato i sopralluoghi attorno ai giorni di Ferragosto, con la presenza di figure tecniche, ingegneri, responsabili di sicurezza e produzione. In alcuni casi sono state chieste delle informazioni aggiuntive, per esempio nel caso di Rimini, per avere un quadro più completo e circostanziato. Torino, Milano e Bologna sostengono di avere un vantaggio: un centro di produzione Rai o, nel caso di Bologna, una sede regional, presenti in città. Circostanza vera, ma non dimentichiamo che uno degli eventi più importanti della Rai viene realizzato “in esterna” in una paesino della Liguria, ossia Sanremo. Non è un caso che ai sopralluoghi fossero presenti anche i responsabili organizzativi del Festival per una consulenza tecnica. Insomma, a quanto pare mancano pochissimi giorni per la scelta definitiva. A FqMagazine risulta che la data per la comunicazione ufficiale dovrebbe essere o il 30 o il 31 agosto e che potrebbe esserci un colpo di scena ulteriore: una corsa a due, una sorta di finalissima, che si concluderebbe a settembre. Le due città in pole position sembra siano Milano e Rimini, quest’ultima vera e propria outsider.

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