Quando il più grande alpinista di tutti i tempi e la diva del cinema s’incontrano nasce una storia d’amore unica e travolgente, capace di annodare in maniera indissolubile due anime affini per quanto differenti. Racconta il legame indissolubile tra Walter Bonatti e Rossana Podestà Sul tetto del mondo – Walter Bonatti e Rossana Podestà, la docufiction evento in onda su Rai1 domenica 12 settembre 2021: ad interpretare i due iconici italiani saranno Alessio Boni e Nicole Grimaudo mentre il racconto diretto da Stefano Vicario (figlio della Podestà) mischierà momenti di fiction ad una parte più documentaristica con spezzo e filmati inediti.

Il perimetro del racconto è la travolgente storia d’amore tra Bonatti e la Podestà, durata trent’anni, vista anche nei luoghi reali della loro vita, a cominciare dalla casa dell’attrice all’Argentario. Si parte dal primo incontro a Roma, nel 1981, che già da solo pare uscito dalla sceneggiatura di un film, come racconta Stefano Vicario a La Stampa. Tutto cominciò con un’intervista in cui la Podestà – tra le dive italiane della “Hollywood sul Tevere” – disse che per stare su un’isola deserta avrebbe scelto Bonatti, il quale le rispose con una lettera dallo «stile pomposo e ottocentesco» che stuzzicò l’attrice. «Si telefonarono, si incontrarono a Roma. Lui sbagliò il luogo dell’appuntamento e lei lo trovò per caso: stava litigando con un vigile. “Giri il mondo e ti perdi a Roma?”, lo provocò. Mio fratello, che era stato istruito per andare a liberarla da questo sconosciuto, venne sbrigativamente fatto smammare». Insomma, fu colpo di fulmine istantaneo e la loro storia durò fino alla morte di Bonatti, avvenuta esattamente dieci anni fa, il 13 settembre 2011, a 81 anni, e la Podestà fu l’unica persona capace di tenere testa a Bonatti per tre decenni e domare i suoi demoni interiori.

Un altro momento chiave di Sul tetto del mondo è poi la celebre spedizione alpinistica che il 31 luglio 1954, quella con cui Bonatti conquistò per prima la vetta del K2: il docufilm racconta le polemiche che seguirono e la lotta lunga cinquant’anni per affermare definitivamente la versione dell’alpinista, che per tutta la vita esplorò poi i luoghi più impervi del mondo raccontandoli sul settimanale Epoca. «Walter portò mia madre, che non era particolarmente sportiva nei suoi viaggi in capo al mondo; lei gli diede quella famiglia per cui pareva inadatto e che forse lui mai avrebbe avuta», aggiunge Vicario. Il risultato del docufilm? Un ritratto inedito e intimo di Bonatti, sia come alpinista che come uomo, dall’infanzia difficile alle imprese alpinistiche in tutto il mondo, dai reportage ai viaggi con la Podestà (che ripercorre i momenti pubblici e privati attraverso la voice over), fino alla scrittura dei suoi libri. Arricchiscono la narrazione i filmati messi a disposizione dal CAI – Club Alpino Italiano (tra cui le immagini di Italia K2, il film che documenta la spedizione organizzata nel ’54) e ancora le testimonianze di esperti di alpinismo e personalità del mondo del cinema e della cultura, tra cui Reinhold Messner e Simone Moro, Roberto Mantovani (amico di Bonatti e storico dell’alpinismo). Tra gli intervistati ci sono poi Fabio Fazio, Piera Detassis, Valeria Fabrizi, Michele Serra, il giornalista e biografo di Bonatti Angelo Ponta, le nipoti della Podestà, Alice e Margherita Vicario. Sul tetto del mondo – Walter Bonatti e Rossana Podestà una docufiction prodotta da Stand By Me in collaborazione con Rai Fiction, prodotto da Simona Ercolani.

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