L’Olimpiade dell’Italia è stata evidentemente molto positiva: record per quantità di medaglie conquistate, arrivate a quota 40, con un’impressionante profondità dimostrata dallo sport italiano, capace di andare a medaglia in 19 discipline differenti. Insieme alla quantità, Tokyo ci ha anche offerto una certa “qualità”, ovvero una serie di medaglie che in qualche modo suggellano percorsi di vita e di carriera davvero cinematografici, basti pensare a quelle vinte da Gianmarco Tamberi e Vanessa Ferrari. Una delle poche pecche ha riguardato le discipline di squadra, con nessun nostro team arrivato in semifinale. Parlando nello specifico di storie, l’unica che non ha avuto un lieto fine è stata quella di Paola Egonu e della squadra di volley femminile.

Egonu già da mesi era indicata da molti come possibile portabandiera italiana alla sfilata iniziale, poi è stata insignita dal Cio dell’onore di portare la bandiera olimpica durante la stessa cerimonia d’apertura. La pressione su di lei era enorme, perché è la migliore pallavolista al mondo, ma anche perché è il futuro da tutti i punti di vista e se nello sport qualcuno rappresenta il futuro, su questo atleta si accendono tutte le luci del mondo.

Le luci erano accese su Paola e su tutta la squadra che nel roster aveva campionesse d’Europa con Conegliano come Miriam Sylla, Monica De Gennaro e Sarah Fahr, oltre a giocatrici di altissimo livello come Cristina Chirichella e Anna Danesi. Tutto era iniziato molto bene con le vittorie nette contro Russia, Turchia e Argentina. Alla quarta partita, contro una Cina già eliminata e da qualificate ai quarti, arriva il blocco totale. Sconfitta per 3-0, altra sconfitta nell’ultima partita del girone contro gli Usa per 3-2, sorteggio scomodissimo contro la Serbia, nostra bestia nera, e altra sconfitta ai quarti per 3-0. Tutto si è dissolto in un attimo.

Le spiegazioni date dallo stesso tecnico, Davide Mazzanti, sono di vario genere: dall’errore primigenio di non portare con sé un’altra ricettrice ma un quarto centrale in una squadra che ha problemi evidenti in ricezione, fino ad arrivare alla poca concentrazione che Mazzanti ha imputato anche all’utilizzo un po’ troppo continuo dei social network durante l’avventura olimpica.

Lo sport per fortuna dà subito la possibilità di rifarsi, perché da giovedì 20 agosto inizia una nuova avventura, quella degli Europei di volley, in programma fino al 4 settembre tra Serbia, Croazia, Romania e Bulgaria. Mazzanti ha rinnegato la sua scelta olimpica, chiamando il libero Beatrice Parrocchiale e soprattutto la schiacciatrice Alessia Gennari, oltre alle sostituzioni di Folie e Sorokaite con le più giovani Sara Bonifacio e Sylvia Nwakalor. A pochi giorni dall’inizio Caterina Bosetti si è infortunata ed è stata convocata anche Sofia D’Odorico.

Sarà un’Italia leggermente diversa da quella di Tokyo, più giovane, con l’idea di puntare ancora forte su Paola Egonu in attacco, ma con più atlete capaci di reggere le battute avversarie e far giocare in maniera più pulita le due registe, Orro e Malinov. Le avversarie della prima fase non fanno paura, sono Bielorussia, Ungheria, Slovacchia, Croazia, guidata dal tecnico dell’Imoco Conegliano, Daniele Santarelli e Svizzera, ma poi dovremo vedercela con le favorite, Turchia, Russia e magari affrontare di nuovo il nostro spauracchio, la Serbia. Batterla per la prima volta dopo anni di sconfitte potrebbe essere davvero il primo passo per una nuova Italia.

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