Può essere che la città di Latina debba essere sempre associata a Mussolini? Può essere che qualsiasi cosa in questa città si debba muovere intorno a questo nome? L’infelice uscita del sottosegretario Claudio Durigon la sera del passaggio di Salvini al lido sta facendo un rumore infernale. Lui, quando parlava di riprendersi il parco e chiamarlo parco Mussolini, non aveva ancora neanche un candidato sindaco. Ci hanno messo 4 mesi a trovarne uno.

Chissà, forse si aspettava un’ovazione da quel centinaio di persone che invece non c’è stata. Non sarà che nel 2021 la gente di Latina è abbastanza stufa di tutta questa inutile retorica? Io penso di sì. Molti ignoravano il vero nome del Parco di Latina, da sempre chiamato “giardinetti” , fino a quando l’allora sindaco Finestra non pensò di intitolarlo ad Arnaldo Mussolini, fratello del duce. Quasi nessuno anche allora ci aveva fatto caso e ha continuato a chiamare quel piccolo polmone verde cittadino “giardinetti”. Poi Damiano Coletta, attuale sindaco, li ha voluti dedicare ai giudici Falcone e Borsellino. Sfido io a trovare qualcuno che non ami i giudici siciliani. Sia a destra che a sinistra.

Eppure cinque anni fa, in quel contesto ci furono reazioni anche forti. Penso però che più che per l’intitolazione fosse per l’ospite chiamato a inaugurarlo.

È fuori di dubbio che ci sono persone che dividono e lacerano gli animi e persone che aggregano. Ma comunque, ospite o non ospite, anche in questo caso i latinensi hanno continuato a chiamarli ancora giardinetti. Poi, come a risvegliare un letargo in cui erano sprofondate le ideologie estreme, riecco la miccia di Durigon. Con un fare più da sindacalista che da politico – se non sapete la differenza ve la spiego io, che per anni ho assistito alla retorica liturgia dei direttivi sindacali, in cui chi intende far carriera deve intervenire per forza, anche se non ha nulla da dire – lo fa all’inizio per farsi notare e diventare qualcuno. Poi, per continuare la sua affermazione da dirigente. Ecco: Durigon con aria anche un po’ annoiata e a braccio, nel senso che ‘se vado là e prendo il microfono, qualcosa la dico comunque’, ha detto una cosa del tutto inutile, che non ha fatto presa su nessuno dei presenti, ma che a lui invece da quel che si sa potrebbe davvero costare il posto.

Ma che ci vuole a farsi un promemoria delle cose da dire? O fa più fico e maschio parlare a braccio, esca quel che esca?

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Incendi in Sicilia, Patuanelli: “Non c’è un problema di personale ma di coordinamento tra i soggetti che devono gestire i roghi”

next
Articolo Successivo

Marco Borradori, morto a 62 anni il sindaco di Lugano: ha avuto un malore mentre si allenava per la maratona di New York

next