Quando, nel 2008, nelle sale cinematografiche arrivò Mamma Mia! non furono solo le canzoni del gruppo svedese a portare folle di spettatori al cinema, ma a conquistarli pensò anche la piccola e fino ad allora sconosciuta Skiathos, una delle tante isole Sporadi (non lontano da Atene).

Un luogo decisamente alternativo rispetto alle grandi destinazioni greche, che ha spinto in molti a ricercare una Grecia fuori dai grandi percorsi turistici, riscoprirne una essenzialità troppo spesso messa in secondo piano. E mai come in questo periodo, vogliamo sovvertire le certezze e concentrarci su un modo – e dei luoghi – di viaggiare che metta al centro l’ambiente, la bellezza e il bisogno di “tornare”.

È questo il leitmotiv dei viaggi Azure, la realtà Alpitour che seleziona con attenzione destinazioni e strutture ricettive con un occhio attento ai valori dell’ambiente, del sostegno alle attività e alle popolazioni locali e all’idea di una vacanza ‘delicata’, nei modi e nei luoghi che attraversa.

Immergiamoci a capofitto nel caldo, e rilassante, mare delle quattro isole “slow” della Grecia.

Rodi, la ‘meraviglia’ del Mar Egeo

La sua è una presenza fissa nei libri di storia, nell’epica e nella letteratura del mito, ma Rodi è questo e molto altro ancora. Ellenica, ottomana e a tratti anche italiana, quest’isola che è grande quanto Roma è una delle culle della civiltà greca così come ci è stata raccontata sui banchi di scuola.

Già l’idea di un viaggio a Rodi si discosta dalla “solita vacanza in Grecia”, quella delle discoteche affollate e degli after in riva al mare. Qui l’obiettivo è ricongiungersi con un passato monumentale, dove affacciarsi tra le Mura della città oppure sentirsi archeologici a Kamiros, la Pompei dell’Egeo. Il tutto, ovviamente, senza rinunciare al mare di Prasonisi e di Failiraki, oppure sentendosi per un attimo sul grande schermo nella Baia di Anthony Quinn. Questa deve il suo nome alla star hollywoodiana che qui girò una delle sue pellicole più celebri.

A Rodi si mangiano giaprakia, meliasti e giachnisti, piatti tipici che recuperano le poche materie prime autoctone e ci si incanta nelle botteghe che propongono ceramiche smaltate o icone ortodosse impreziosite dall’argento.

Creta, l’isola dei mille popoli

Ancor più di Rodi, rivaleggiando anche con Atene, Sparta e Salonicco è Creta l’isola che custodisce le chiavi della Grecia, delle sue tradizioni e del trionfo di teatro, commedia e democrazia nella cultura europea.

Chi non ha sognato almeno una volta di camminare tra le rovine di Cnosso, magari con un sottofondo musicale di lira, oppure gustare un fresco piatto di dakos con vista sul mare?

Qui troverete le Gole di Samaria, lunghissimo canyon che rivaleggia con il Verdon in Francia e con il Furlo in Italia. Decine di chilometri di rocce tagliate da antichi fiumi, dove si respira l’aria fresca e incontaminata dell’entroterra cretese. Ma se proprio non volete rinunciare al mare le escursioni possibili sono tante, dalle spiagge ‘caraibiche’ di Chrissi al turismo alternativo di Makrygialos, fino al mare blu intenso di Spinalonga, dove pranzare in barca a base di grigliate di pesce appena pescato.

Santorini, il lato alternativo dell’isola più turistica

Dopo New York e Parigi, Santorini è il luogo più instagrammabile del pianeta. Le sue casupole bianche, colorate così per scacciare gli infidi raggi solari nei caldi mesi d’estate, contrastano con l’azzurro intenso del mare richiamando in versione “a grandezza naturale” i colori della bandiera ellenica.

Un luogo da influencer? Fortunatamente, non solo. Basta allontanarsi di qualche chilometro da Oia, la località più celebre dell’isola, per scoprire la Santorini alternativa fatta di terre selvagge, poco frequentate ma proprio per questo più belle e “assolute”. L’isola che in pochi scelgono, perché meno a portata di mano e certamente più silenziosa: è quella di Thirasia, Megalochori, Karterados.

Il castello di Pyrgos, le piccole botteghe di calzolai che producono sandali a Megalochori, il silenzio di un bicchiere di vino al tramonto con gyros pita e tzatziki a Emborio. È la Grecia à la Mamma mia, apparentemente stereotipata ma sinceramente autentica, dove si respirano i ritmi di un passato che resiste orgoglioso alla gentrificazione del turismo. E che vale la pena (ri)scoprire.

Mykonos, non solo discoteche

Paradise, Tropicana, Kalua: le ricerche di Google sono piene di discoteche, locali notturni e ritrovi per giovani (e meno giovani) a Mykonos, l’Ibiza della Grecia. È il suo lato più glamour e conosciuto, ma certamente non il più autentico o quello che trasmette al meglio l’essenza dell’isola greca.

Eppure, vi basterà pensare che fino a qualche decennio fa Mykonos era una meta alternativa in termini assoluti, una destinazione LGBT-friendly dove concedersi una vacanza lontani da occhi indiscreti e giudicanti. Per fuggire anche oggi da locali con musica a volume altissimo e trappole per turisti poco attenti, vi basterà noleggiare un quad, e lasciarvi guidare dalla voglia di libertà.

Già solo per fotografare la luce calda del tramonto che illumina i mulini, veri protagonisti dello skyline isolano, oppure per fermarsi in una delle tante calette dove arrivare è un’impresa alla Indiana Jones. Una fatica che verrà ripagata dalla suggestione del panorama, dal silenzio irreale di questi luoghi e dalla voglia di riscoprire un rapporto sincero con il mondo che ci circonda.

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