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Raffaella Carrà, lacrime e commozione ai funerali a Roma: le sue ceneri saranno portate a San Giovanni Rotondo. Virginia Raggi: “Oggi l’Italia si ferma per una grande donna”

Tanti, tantissimi i fan (e non solo) hanno voluto renderle omaggio: sono arrivati anche Fiorello, Pierferdinando Casini e Renato Zero, oltre alle sorelle Goggi, Vincenzo Salemme e Pino Strabioli

di F. Q.

È il momento dell’ultimo saluto a Raffaella Carrà. Dopo tre giorni di lutto collettivo, la salma della regina della televisione italiana, scomparsa il 5 luglio scorso a 78 anni, ha sfilato per l’ultima volta per il centro di Roma per raggiungere la Basilica di Santa Maria in Aracoeli, dove alle 12 sono iniziati i funerali. Una folla di persone si è radunata nella pizza antistante la chiesa e ha accolto con un applauso l’arrivo del feretro, assieme a Sergio Japino, suo storico compagno: tanta la commozione e l’affetto per questa artista che ha fatto la storia d’Italia. La bara di legno spoglio, ultima volontà di Raffaella, è stata posta ai piedi dell’altare, circondata dai fiori. Simone Castaldi, 48 anni, frate della basilica di Santa Maria in Aracoeli celebra il funerale assieme a quattro colleghi cappuccini di San Giovanni Rotondo, a cui la Carrà e anche il suo ex compagno Japino, devoti a Padre Pio, erano legati da un rapporto di amicizia. All’uscita del feretro, dopo un lunghissimo applauso, il pubblico ha voluto salutare l’artista romagnola cominciando ad intonare alcuni dei suoi più grandi successi: in piazza del Campidoglio si sono diffuse le note di alcuni dei brani più noti, da ‘Ballo ballo’ a ‘Fiesta’ a ‘Tuca Tuca’. I fan hanno deciso di salutare la loro beniamina in un’atmosfera di commozione ma anche di gioiosità. Il feretro sarà quindi cremato e le sue ceneri riposeranno a San Giovanni Rotondo: lo ha annunciato nel corso dell’omelia frate Francesco Dileo, rettore del santuario di San Pio da Pietrelcina. “L’urna di Raffaella Carrà, per sua espressa volontà, sarà portata a San Giovanni Rotondo”, ha detto il frate sottolineando “l’affetto e il legame dell’artista con il Santo cappuccino del Gargano”.

La cerimonia – Ad aprire la cerimonia funebre per l’ultimo saluto a Raffaella Carrà nella chiesa di Santa Maria in Ara Coeli di Roma è stato frate Simone, salutando “la famiglia di sangue e di cuore” riunita per l’artista. “Chissà se gli artisti – ha detto – sanno quanto bene fanno alle vite che toccano. Lei lo sapeva, ma se anche avesse avuto dubbi in questi giorni se li è levati, si è resa conto di tutto il bene che ha seminato, un bene senza bandiere e senza colore, come l’abbraccio che le stiamo dando. Facciamo in modo che quella di oggi sia davvero un’eucarestia, cioè un ringraziamento e una restituzione. Un ringraziamento a Dio per il bene che ci ha dato attraverso Raffaella e una restituzione della felicità che ci ha dato nella sua vita. Aspettiamo di ritrovarci tutti insieme, essendo una festa sono certo che la troveremo là, in prima fila”.

L’omelia – Raffaella Carrà era “una donna straordinaria che ha saputo conquistare il cuore di milioni di persone. Certamente molto altro rispetto ai lustrini, paillettes. È stata molto di più di quello che si è visto e sentito di lei”. Sono le parole con cui uno dei cappuccini di San Giovanni Rotondo, a cui la Carrà e anche il suo ex compagno Japino, devoti a Padre Pio, erano legati da un rapporto di amicizia, ha cominciato l’omelia del rito funebre alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli in Campidoglio. “Sergio (Japino, ndr) ha sottolineato la sua umanità. L’umanità è quanto fa la differenza in questo mondo -ha aggiunto il frate- Ciò che tocca il cuore dell’uomo è la capacità di arrivare a chi ci sta di fronte, di toccare il cuore dell’altro”. L’umanità “è ciò che rende le nostre esistenze su questa terra più belle e più ricche”, ha aggiunto. “E’ la barca su cui sceglie di salire il figlio di Dio nella sua incarnazione”. – “Raffaella, vai in pace e goditi il meritato riposo nella festa del cielo“. Sono le toccanti parole con cui uno dei frati cappuccini di san Giovanni Rotondo ha concluso l’omelia del rito funebre per Raffaella Carrà. “Credo ci lasci questo insegnamento, questo esempio”, ha aggiunto il cappuccino, “la consapevolezza che con il suo talento artistico poteva dare molto ad ogni persona, e che ogni persona è preziosa e meritevole di attenzione e di rispetto umano”. Qualcuno in questi giorni “ha sottolineato il suo atteggiamento inclusivo -ha sottolineato- Tutti coloro che entravano in contatto con lei si sentivano compresi e accettati, mai un giudizio sprezzante ma solo un sorriso accogliente che raggiungeva l’altro, solo una carezza sincera”. Il frate ha poi ricordato la devozione dell’artista a Padre Pio. “Quasi 20 anni fa, quando la Provvidenza ti portò a San Giovanni Rotondo, dicesti ‘io mi sto innamorando di Padre Pio’ -ha detto sull’altare- Oggi mi piace immaginare che sia lui a riservarti una sorpresa favorendo il ricongiungimento con i tuoi cari, in particolare con la tua mamma, e con tuo fratello che le tue preghiere non riuscirono a strappare da una prematura morte”. E ancora: “La dignità e il silenzio con cui hai voluto congedarti da noi ci conferma il sentimento di grande affetto, di stima e di gratitudine che oggi vogliamo manifestarti”.

Il discorso di Virginia Raggi – “Grazie Raffaella, queste semplici parole uniscono tutti noi”. Sono state le parole della sindaca di Roma, Virginia Raggi, durante i funerali di Raffaella Carrà, per “salutare una persona che fa parte della nostra vita“. “Oggi l’Italia – ha aggiunto – si ferma per rendere onore a una grande donna che è stata anche un’icona del nostro Paese e non solo nei confini nazionali. Ha accompagnato tante trasformazioni nel nostro paese, tante conquiste sociali e culturali, è riuscita a entrare nella vita e nel cuore di ciascuno di noi. Come solo i grandi sanno fare, riusciva a parlare a tutti, anche ai più semplici. Il suo straordinario successo era dovuto al talento innato che coltivava costantemente con puntualità e precisione”. E poi, “un ingrediente segreto: un grande carisma, la capacità di trascinare e travolgere tutti coloro che lavoravano con lei o la guardavano. Tutti concordano su un aggettivo: indimenticabile”.

I presenti – Sergio Japino in completo grigio chiaro, è stato sempre accanto al feretro della donna con cui ha condiviso un pezzo di vita. L’ad della Rai Fabrizio Salini, i direttori di Rete, Milly Carlucci, Massimo Lopez, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi, Michele Cucuzza, Beppe Convertini, Alessandro Greco sono stati fra i primi ad arrivare in Piazza del Campidoglio. Presenti anche le istituzioni, tra cui il sindaco di Roma Virginia Raggi e il ministro della Cultura Dario Franceschini. “Raffaella Carrà era una professionista straordinaria, ma ne ricordo particolarmente l’eleganza e umanità. Con lei finisce un’epoca per la televisione, ci mancherà”, ha detto Massimo Lopez. “Raffaella era speciale, unica, dal talento indiscusso e dalla sensibilità incredibile. C’era sempre, era un’amica. A Enzo (Paolo Turchi, ndr.) che l’ha conosciuta prima, di me disse: ‘Finalmente hai trovato una ragazza che ti ha messo la testa a posto’…”, ha aggiunto una commossa Carmen Russo all’arrivo in Campidoglio. E quindi Enzo Paolo Turchi, in lacrime: “Raffaella Carrà mi considerava un fratello, e per me oggi è come salutare una sorella. Il successo internazionale del nostro Tuca tuca dagli anni Settanta ad oggi si deve soltanto a lei, sono sicuro che se lo avessero ballato altri non sarebbe entrato nella storia del costume e della tv”. Milly Carlucci tutta in blu, cappello compreso, è sfuggita alla stampa.

La camera ardente in Sala della Protomoteca in Campidoglio è rimasta aperta fino alle 11 di questa mattina: è stato un via vai continuo di persone. Tanti, tantissimi i fan (e non solo) hanno voluto renderle omaggio: sono arrivati anche Fiorello, Pierferdinando Casini e Renato Zero, oltre alle sorelle Goggi, Vincenzo Salemme, Alberto Matano e Pino Strabioli. Raffaella è giunta in Campidoglio dopo un lungo corteo che ha attraversato Roma, un pellegrinaggio sui luoghi simbolo della sua carriera e della Rai: l’Auditorium del Foro Italico, la sede Rai di di Via Teulada 66, il Teatro delle Vittorie, la sede Rai di Viale Mazzini 14 fino all’arrivo in Campidoglio (Sala Protomoteca).

“Era la stella delle stelle, non la dimenticheremo mai”, ha detto Valeria Marini che nella serata di giovedì ha portato un bouquet di rose gialle alla camera ardente mentre sullo schermo scorrevano le immagini di alcune delle memorabili performance dell’artista e conduttrice, da quelle con Mina a Milleluci alle coreografie ispirate dai musical di Andrew Lloyd Webber e Bob Fosse o dalle musiche dei Beatles. E sono diventati un mare anche gli omaggi floreali, costantemente ridistribuiti intorno al feretro per evitare venga ricoperto. Tra le corone, spicca anche il grande cuore di rosse rosse di Sergio Japino, rimasto per gran parte della giornata. C’era anche Barbara Boncompagni (la maggiore delle tre figlie di Gianni Boncompagni, che Raffaella Carrà ha cresciuto): al suo arrivo si è messa in raccoglimento inginocchiandosi e tenendo le mani sul feretro, prima di unirsi agli altri famigliari.

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