L’inchiesta è nata dalla denuncia dall’associazione anticorruzione Sherpa, insieme al collettivo Ethique sur l’ètiquette, l’Istituto Uiguro d’Europa e vede indagati quattro colossi dell’abbigliamento, accusati di trarre profitto dal lavoro forzato degli uiguri in Cina, minoranza musulmana dello Xinjang perseguitata da Pechino. La giustizia francese indaga per “occultamento di crimini contro l’umanità” nei confronti di quattro colossi dell’abbigliamento accusati di sfruttare il lavoro degli uiguri, in Cina. Uniqlo France, del gruppo giapponese Fast Retailing, ma anche le Inditex (proprietarie dei marchi Zara, Bershka, Massimo Dutti), SMCP (tra cui Sandro, Maje, de Fursac) e il produttore di scarpe sportive Skechers sono tra i marchi oggetto dell’inchiesta.

“È storico! La giustizia francese ha appena aperto un’inchiesta per ‘occultamento di crimini contro l’umanità’ nei confronti di Zara, Uniqlo, Smcp, perché i loro prodotti vengono fabbricati da schiavi uiguri”, scrive in un tweet l’europarlamentare francese che si batte contro le violazioni dei diritti umani in Cina, Raphael Glucksmann. “Le multinazionali – prosegue Glucksmann – sono state per lungo tempo al di sopra delle leggi. Mostreremo loro che il diritto si applica a tutti, anche ai più ricchi e potenti. Quest’inchiesta è un momento chiave di una lotta più vasta. Una nuova tappa arriverà quest’autunno, con il dovere di vigilanza europea“. “Oggi – conclude Glucksmann – è il centesimo anniversario del Partito comunista cinese. Facciamo di questo primo luglio una giornata di solidarietà con i deportati uiguri e tutte le vittime della dittatura di XI Jinping. Oggi più che mai: #FreeUyghurs !”.

La situazione degli uiguri è motivo di un confronto sempre più aspro tra Occidente e Cina. Diversi Paesi, tra cui gli Usa, evocano un “genocidio” mentre numerose ong accusano Pechino di aver internato dal 2017 oltre un milione di uiguri in centri di rieducazione. La Cina smentisce assicurando che si tratta di “centri di formazione professionale” per allontanarli dalla radicalizzazione islamica. Diverse multinazionali come la stessa Uniqlo, H&M, Nike e Adidas si sono impegnate lo scorso anno a boicottare il cotone dello Xinjiang e sono a loro volta oggetto di appelli al boicottaggio da parte di Pechino.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“La Cina sta costruendo 145 silos per missili balistici intercontinentali”: allarme del centro studi Usa dopo scontri post-vertici G7 e Nato

next
Articolo Successivo

Covid, Oms: “Dopo il calo delle ultime settimane, in Europa casi Covid in aumento del 10% per viaggi e allentamento restrizioni”

next