Quindi è ufficiale, piazza della Scala a Milano nel 1992 è stata la culla delle unioni civili. Siamo qui a inaugurare una stele che ci sopravviverà. Si può dire quanto tempo è passato e si può dire come è volato il tempo.

Da quella manifestazione simbolica (celebrazione dell’unione di nove coppie) fino alla legge Cirinnà del 2016 son passati 24 anni. Dalla richiesta formale di questa stele alla sua inaugurazione solo 4. Ho rivisto e riascoltato in queste ore in rete Gianni delle Foglie e Ivan Dragoni che lanciano bouquet sulla folla dopo che li ho dichiarati uniti civilmente. L’entusiasmo e la lucidità comunicativa di quel gesto rappresentano bene la spinta che ci hanno dato.

Era qui, era il 27 giugno 1992. C’erano migliaia di persone, molte erano venute per curiosità ed era l’effetto che volevamo provocare. Nei Pride ai tempi eravamo in pochi e l’idea di celebrare simboliche nozze era venuta a Gianni e Ivan proprio al termine di un esiguo Pride 1991. Come consigliere comunale gay mi ero subito reso disponibile perché si facesse una cosa realistica e propositiva. Dopo qualche mese abbiamo cominciato a complottare trovandoci nella loro accogliente casa di corso Colombo, cercando attorno a noi coppie disponibili e riunendoci con loro la sera.

Abbiamo preparato la cosa divertendoci e appassionandoci un sacco, perché era un po’ come preparare un colpo di scena, ma anche preparare un progetto di legge, uno spettacolo ma anche una festa vera. Abbiamo scelto le parole “unioni civili” che poi sono tornate ufficialmente dopo molti anni, abbiamo deciso che tutto dovesse assomigliare il più possibile ai matrimoni civili, compreso il codice di abbigliamento e la fascia tricolore che mi feci prestare da un laboratorio teatrale. Per questo qualcuno nel pubblico e qualcuno in Prefettura pensò che fossero unioni celebrate veramente.

Ma non era ancora il tempo dei registri delle unioni civili. Erano veri solo nei sentimenti. Talmente veri che adesso vi faccio una rivelazione. Ho verificato solo ieri che, delle nove coppie unite, ventinove e dico ventinove anni fa, tra le quali solo Gianni e Ivan avevano superato i 40 anni d’età, ebbene di quelle 9 coppie solo 4 si sono sciolte e ben 4 sono tuttora conviventi e unite ora legalmente. Athos e Salvo che sono qui, Samuel e Pasquale, Alessandro e Antonello, Gino e Maurizio. Gianni è morto nel 2007, Ivan nel 2010, tutti e due nello stesso 9 di giugno e sono certamente uniti in cielo.

Li abbiamo definiti pionieri non solo per il ruolo trascinante avuto in quella cerimonia e nel fantastico pranzo plurimatrimoniale del giorno dopo, ma per quello che ha fatto Gianni delle Foglie come animazione sociale della comunità gay con la Libreria Babele, che poi con l’appoggio di Ivan Dragoni è diventata Galleria Babele. Quante persone hanno superato l’isolamento grazie alla comunicativa di Gianni nella libreria. E insieme, dopo piazza Scala 1992, hanno messo la faccia per la causa del riconoscimento legale delle coppie, si sono prestati a un sacco di interviste e trasmissioni tv. Cari Gianni e Ivan, vi ricordate la battuta “dovrebbero farvi un monumento”?

Per questa stele devo ringraziare chi ci ha aiutato a chiederla, le coppie ri-sposate, i Sentinelli, gli amici di Delle Foglie e Dragoni e ovviamente il Comune di Milano, perché all’inizio sembrava difficile trovare una soluzione ufficiale con tutti i permessi in una piazza così importante. Tant’è che avevamo messo una targa con una catenella, precaria. Da questo momento abbiamo un punto della piazza dove trovarci, dove darsi appuntamento. “Ci troviamo da Gianni e Ivan in piazza della Scala” (lo facciamo già stasera, c’è l’illuminazione arcobaleno).

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