Scomparsa dai radar francesi la Ferrari. Un Gp anonimo, preoccupante, entrambe le rosse a zero punti e una delle due, quella di Leclerc, pure doppiata. Telecronisti imbarazzati, quasi a sorvolare sul doppiaggio e sui distacchi subiti, forse timorati dalla comunicazione Ferrari e dal muretto, sempre ben attenti a quello che viene detto durante il racconto in diretta.

Una RedBull ormai superiore alla Mercedes in ogni configurazione di pista, ora possiamo confermarlo. Superata la tanto inutile polemica sulla flessibilità alare posteriore, la RedBull vince anche con un’ala ora più controllata e più rigida. Inaspriti anche – almeno raccontano – i controlli sulle pressioni di gonfiaggio ed esercizio delle gomme, la RB16B vince e risulta più veloce delle Mercedes allo stesso modo. Tante polemiche e tante chiacchiere per niente insomma.

Sempre meno Ferrari in Formula 1, o per meglio dire, sempre più ex Ferrari in giro. A tenere alta la bandiera italiana nella serie regina delle corse automobilistiche altri nomi, per fortuna italiani e di provenienza Maranello. A cominciare dai vertici della Fom guidati ora da Stefano Domenicali, ex team principal Ferrari. Poi l’ottimo ingegnere Andrea Stella, ora Racing Director di McLaren ed ex ingegnere di pista Ferrari. Dimentichiamo forse Lorenzo Sassi, capo del dipartimento Termofluidi ed ex motorista rosso; e poi tanti altri ancora, fino ad arrivare alla fresca nomina di Renato Bisignani, altro ex Ferrari ora capo della comunicazione Aston Martin.

Tutto ciò per dire: se il 2022 deve essere l’anno della svolta tecnica e prestazionale, ma con quali uomini deve avvenire? con gli stessi che hanno progettato la vettura “rossa” del 2020 e del 2021? Non era il caso di fare campagna acquisti, come fatto dalla RedBull nelle ultime stagioni? Beh tanti auguri a tutti allora.

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