Dopo gli errori nei bandi per acquistare i vaccini antinfluenzali e i mille disagi causati agli over 80 lombardi dalla piattaforma per prenotare quelli anti Covid, Aria colpisce ancora. E a causa di nuove disfunzioni nei suoi sistemi informatici, Regione Lombardia fa carta straccia di un bando che si era appena chiuso per l’assegnazione di 10 milioni di euro da destinare a Comuni e oratori per i centri estivi frequentati da bambini e ragazzi. E così chi sta avviando proprio in questi giorni un servizio utilissimo per le famiglie, non sa più su che risorse potrà contare. Perché tutta la procedura per aggiudicarsi i contributi va rifatta da zero. L’iniziativa denominata “Bando Estate Insieme” è nata per “sostenere attività finalizzate a promuovere la socialità e il benessere dei minori e limitare gli impatti negativi derivanti dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19″. Le domande di Comuni e altri ambiti territoriali, che con questi fondi possono finanziare anche le attività organizzate dalle parrocchie negli oratori, dovevano essere presentate sull’applicativo online predisposto dalla società regionale Aria a partire dallo scorso 31 maggio fino al 10 giugno.

Il criterio era quello del chi prima presenta il progetto prima si aggiudica i fondi, fino al loro esaurimento. Tuttavia “nelle prime ore di operatività del sistema informativo – ha scritto il 15 giugno la Regione a Comuni e altri ambiti territoriali – numerosi enti hanno segnalato anomalie/disfunzioni che hanno impedito e/o condizionato le tempistiche di presentazione della domanda; disfunzioni che sono state confermate dalla società Aria spa che gestisce l’applicativo”. Per questo, “al fine di garantire parità di condizioni di accesso a tutti i soggetti interessati, si è ritenuto opportuno procedere all’annullamento della procedura”. Annullamento di fatto avvenuto il 14 giugno, con una delibera della giunta guidata da Attilio Fontana in cui i problemi di Aria erano già stati messi nero su bianco, con riferimento alle “anomalie/disfunzioni che si sono riscontrate nella gestione dell’accoglimento delle domande nel sistema informativo presentate da parte degli enti, Comuni o enti capofila di Ambito”.

Le anomalie ora si tradurranno nei disagi dei 600 soggetti che, pur avendo partecipato al bando, sono rimasti per il momento a bocca asciutta. E dovranno presentare una nuova domanda dal 21 al 24 giugno per avere accesso ai contributi, con un totale di risorse che la delibera ha portato dagli originari 10 milioni a 13. “Comuni e parrocchie che stanno organizzando centri estivi per infanzia e adolescenza vengono messi in grande difficoltà – denunciano il capogruppo del Pd al Pirellone Fabio Pizzul e il consigliere Angelo Orsenigo – Avevano già partecipato al bando, ma ora scoprono di dover rifare tutto. Un disagio notevole e, soprattutto, un nuovo esempio di come la tanto decantata efficienza lombarda sia ormai scomparsa. I centri estivi sono già partiti e tanti enti e tante parrocchie non si aspettavano di dover rifare le procedure che avevano concluso, come richiesto dalla Regione, già da giorni. Ci chiediamo che cosa abbia originato questo ennesimo problema, su un bando tutto sommato abbastanza semplice. Occuparsi di famiglia è anche far funzionare i bandi, e non solo i convegni”.

Twitter: @gigi_gno

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