Notte di tensione a Lodi di fronte ai magazzini della Zampieri di Tavazzano (Lodi). I Si Cobas denunciano che il presidio organizzato dai lavoratori per protestare contro i licenziamenti da parte di una ditta di logistica che lavorava per Fedex è stato attaccato da un gruppo di operai e di bodyguard dell’azienda a colpi di bastoni, pezzi di bancali e sassi. “Per circa 10 minuti”, scrivono su facebook i Si Cobas, questo gruppo “è stato lasciato agire indisturbato dalla polizia che era a pochi passi e non ha mosso un dito”.

Durante i tafferugli Abdelhamid Elazab, lavoratore SI Cobas della FedEx di Piacenza, è rimasto ferito alla testa: secondo quanto ricostruito dai sindacalisti sarebbe stato colpito da un pezzo di bancale, “restando a terra esanime e in una pozza di sangue” (foto sotto). E’ stato ricoverato al San Matteo di Pavia privo di conoscenza. L’ospedale l’ha dimesso venerdì mattina, con una prognosi di 15 giorni. Almeno altre otto le persone ferite dagli scontri. Secondo la questura il lancio di oggetti è stato reciproco, con 30-40 persone per parte. Un episodio simile era avvenuto poco tempo fa a San Giuliano Milanese.

La Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un’inchiesta sugli scontri e il ministro della Lavoro, Andrea Orlando, ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Lodi “per avere informazioni e chiarimenti in merito agli incidenti”. I carabinieri stanno sentendo, in queste ore, le persone che erano presenti sul posto durante i tafferugli. Sui fatti c’è una doppia versione: i Si Cobas sostengono appunto che “guardie private travestite da lavoratori” hanno assaltato i manifestanti. Invece, stando ai primi testimoni sentiti dagli inquirenti, gli scontri sarebbero stati dovuti al fatto che i dipendenti che erano all’interno volevano uscire dai cancelli e si sono per questo scontrati con chi manifestava all’esterno.

“Lo abbiamo promesso tre mesi fa e stiamo mantenendo l’impegno: Fedex e Zampieri – si legge sulla pagina Facebook dei Si Cobas – non avranno tregua finché non sarà restituito il posto di lavoro ai facchini di Piacenza!”. “Per questo il 18 giugno invitiamo tutti i lavoratori ad aderire allo sciopero nazionale del Trasporto merci e Logistica, e invitiamo tutti i proletari, i solidali e i movimenti che intendono opporsi alla brutalità di padroni e mazzieri a manifestare sabato 19 giugno a Roma. Il SI Cobas – conclude la nota – si stringe al fianco del lavoratore colpito, augurandosi che tutto vada per il meglio, e chiama tutti i propri aderenti alla mobilitazione per far si che questa infame aggressione non resti impunita”.

Sull’accaduto il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, e al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, prime firmatarie la presidente dei deputati Debora Serracchiani e la presidente della commissione Lavoro Romina Mura. “A prescindere dalla reale dinamica dei fatti, e nel pieno rispetto del lavoro degli organi inquirenti, è di tutta evidenza che episodi di tale natura segnalano un grave clima di tensione sociale in diverse aree del Paese, aggravato dalla crisi economica conseguente alla pandemia, con condizioni del lavoro che si fanno sempre più precarie anche per chi ha contratti regolari”, si legge. “Quali informazioni dispongono e quali iniziative intendono assumere i ministri dell’Interno e del Lavoro per prevenire l’acuirsi di situazioni che troppo spesso rischiano di degenerare in tensioni sociali e violenza nei luoghi di lavoro, con lavoratori che strumentalmente vengono contrapposti ad altri lavoratori?”. Dal canto suo Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) chiede a Lamorgese di spiegare in Parlamento cosa è successo: “In Italia ne abbiamo abbastanza di aziende di logistica che frodano il fisco, che inventano false cooperative per sfruttare i lavoratori, il governo agisca per riportare alla legalità questo settore”.

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