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Ristoranti al chiuso, bar e impianti sportivi: il calendario delle nuove riaperture. Cosa si può fare in più da oggi

Tra le principali novità previste dall'ultimo decreto riaperture, ci sono non solamente pranzo e cena anche al chiuso, con un massimo di quattro persone a tavolo, e le consumazioni ai banconi dei bar, ma anche il ritorno negli stadi e l'addio al coprifuoco nelle regioni in zona bianca
Ristoranti al chiuso, bar e impianti sportivi: il calendario delle nuove riaperture. Cosa si può fare in più da oggi
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Da oggi, martedì 1 giugno, l’Italia fa un altro passo verso il ritorno alla normalità. Come previsto dal calendario definito dall’ultimo decreto Riaperture, oggi, con meno di 2.000 contagi giornalieri e meno di 200 morti, è possibile proseguire con le ripartenze. Tra le principali novità previste dall’ultimo decreto riaperture, ci sono non solamente pranzo e cena anche al chiuso e le consumazioni ai banconi dei bar, ma anche il ritorno negli stadi e l’addio al coprifuoco nelle regioni in zona bianca. Ma quali sono nel dettaglio le riaperture messe in atto?

Bar e ristoranti – Come da decreto, da oggi sarà consentito il consumo di cibi e bevande anche negli spazi all‘interno di bar, ristoranti, pizzerie. Il tutto, sulla base di linee guida ben precise che partono col definire il numero massimo di presenze in un locale in relazione allo spazio a disposizione e ai ricambi d’aria, oltre che alla eventuale possibilità di creare aggregazioni lungo tutto il percorso di entrata e uscita. Ovviamente, dovrà essere rilevata la temperatura a ogni ingresso e, negli esercizi che somministrano pasti, si raccomanda l’accesso tramite prenotazione, conservando un elenco dei clienti per un periodo di 14 giorni. Va detto che rimane comunque consentito l’accesso anche in assenza di prenotazioni, sempre nel caso in cui gli spazi lo consentano. Rimane l’obbligo di formare tavoli con un massimo di quattro persone se non conviventi.

In tutti gli esercizi, i tavoli dovranno essere disposti in modo da assicurare (sia all’interno che all’esterno) il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra i clienti di tavoli diversi, ad eccezione di conviventi o parenti stretti. Nel decreto è previsto che queste distanze possano essere ridotte solo in presenza di barriere fisiche di separazione, avendo cura che le stesse non ostacolino il ricambio d’aria. I clienti dovranno indossare la mascherina in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo, predisponendo sempre la consultazione di menù online. Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, è necessario consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, sempre sulla base delle dimensioni dei locali, assicurando di volta in volta il metro di distanza.

Come anticipato, è prevista anche la consumazione al banco dei bar, assicurando il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. Sarà possibile organizzare anche dei buffet, sempre e soltanto con la somministrazione del cibo da parte del personale incaricato (sempre con la mascherina alzata), escludendo così la possibilità per i clienti di toccare il cibo.

Sport e stadi – Atteso ritorno poi per gli spettatori in stadi e impianti sportivi, seppure in numero limitato. Nelle regioni in zona gialla, dal 1° giugno all’aperto e dal 1° luglio 2021 anche nei palazzetti al chiuso, esclusivamente con posti a sedere prenotati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza di almeno un metro. L’obbligo indicato è che il numero di spettatori non possa essere superiore al 25% di quella massima autorizzata, e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso.

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