Arriverà nelle concessionarie a giugno e avrà un prezzo di partenza di 54.250 euro. Parliamo dell’Audi Q5 Sportback, che si ispira a una delle pietre miliari del design dei quattro anelli: l’Audi Sportback concept del 2009, che a sua volta era contaminata dalle fastback degli anni ’60. Un ponte col passato per proiettarsi nel futuro, raccogliendo le nuove tendenze che vedono le auto sempre più ibride, suv e coupé.

Ecco quindi che Audi Q5 Sportback mantiene il DNA delle Q, espressione di dinamismo, versatilità, tecnologia e sicurezza e a questo unisce la sportività e le forme accattivanti di una coupé. Sarà solo elettrificata, con il mild hybrid da 12 o 48 volt oppure ibrida plug-in e disponibile in quattro allestimenti: Q5 Sportback, Business Advanced, S line e S line plus.

Tra i modelli Q, la “sorella” suv della Sportback è quello più venduto al mondo e in Italia ci si aspetta che da questa nuova versione possa arrivare il 55% delle vendite, di cui il 20% plug-in. Numeri importanti, come quelli dell’auto stessa. Larga 1,84 m e con un passo di 2,82 m, proprio come la Q5 Suv, è più lunga di 7 mm, arrivando a 4,69 m e alta 1,66 m, più bassa di 2 mm.

La maggiore sportività traspare già nel design esterno, con il frontale dove spicca l’ampio single frame ottagonale, le prese d’aria laterali trapezoidali, la linea di cintura ascendente, i marcati blister quattro e il tetto spiovente. Anche lo spoiler posteriore e l’estrattore dedicato aumentano la percezione di muscolosità dell’auto che ha nella firma luminosa un altro tratto molto distintivo. Davanti sono di serie i proiettori full LED e dietro, a richiesta, i gruppi ottici hanno la tecnologia OLED, derivata dall’ammiraglia A8.

Grandi ambizioni dunque per quest’auto che, non a caso, viene definita la “Baby Q8” e ha prestazioni notevoli, favorite anche dal fatto che si possono avere dotazioni ad hoc. Ad esempio lo sterzo a servoassistenza e demoltiplicazione variabili e le sospensioni sportive, di serie per le versioni mild-hybrid (tranne per Audi Q5 Sportback 35 TDI S tronic) che possono avere altre due configurazioni d’assetto: sportiva con ammortizzatori elettroidraulici regolabili o, al top della gamma, sospensioni pneumatiche adattive, che consentono di variare l’altezza da terra dell’auto su cinque livelli con un’escursione massima di 60 mm.

Disponibile con trazione anteriore o integrale quattro nelle configurazioni con differenziale centrale autobloccante o con tecnologia ultra, che attiva la ripartizione della coppia al retrotreno solo quando necessario. Propulsori a quattro o a sei cilindri e trasmissione a doppia frizione S tronic a 7 rapporti o tiptronic a 8 rapporti, al lancio Audi Q5 Sportback sarà disponibile nelle versioni plug-in 2.0 (50) TFSI e quattro S tronic da 299 Cv e 2.0 (55) TFSI e quattro S tronic da 367 Cv, nella variante mild hybrid a benzina 2.0 (45) TFSI quattro S tronic 265 Cv oppure diesel nelle configurazioni 2.0 (35) TDI S tronic 163 Cv, 2.0 (40) TDI quattro S tronic da 204 Cv e 3.0 (50) TDI quattro tiptronic 286 Cv cui si affianca la variante sportiva SQ5 Sportbkc TDI da 341 Cv.

Abbiamo provato la plug-in da 367 Cv lungo un percorso che si è snodato attraverso le Langhe, terra d’eccellenza dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, tra colline, borghi e vigneti. Muoversi silenziosamente in elettrico dà la sensazione di non disturbare la natura, senza rinunciare al divertimento che quest’auto sa trasmettere.

Fino a sette le modalità di guida a disposizione, tra le quali i setup allroad e offroad, in abbinamento alle sospensioni pneumatiche adattive. La Q5 Sportback, in modalità Dynamic è brillante e performante. Con uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,3”, in curva è precisa e, anche su un percorso sterrato, è confortevole e affidabile.

Quattro i programmi di marcia: EV, Auto, Battery hold e Battery charge che danno rispettivamente priorità alla trazione elettrica, alla modalità ibrida automatica, al risparmio d’energia o alla ricarica della batteria. In quest’ultimo caso il motore termico funge da alternatore e consente di recuperare circa l’1% di carica per ogni chilometro percorso sino al raggiungimento della soglia dell’80% della batteria agli ioni di litio da 17,9 kWh. Posizionata sotto il vano bagagli consente di percorrere sino a 62 km (ciclo WLTP) in modalità totalmente elettrica e può essere ricaricata a 7,4 kW in corrente alternata, ripristinando integralmente l’autonomia in 2,5 ore, che diventano 8 se si usa una normale presa domestica.

Piacevole da guidare come detto, nonostante la stazza non sia proprio quella di un “baby”, anche all’interno è molto confortevole, con tanto spazio a disposizione per tutti e qualità ai massimi livelli. Il bagagliaio è di 455/1.365 litri, leggermente inferiore rispetto agli altri modelli mild hybrid che hanno una capacità di carico di 510/1.480 litri.

L’infotainment ha il suo cuore nel display MMI touch da 10,1” con i comandi vocali intelligenti e l’assistente vocale Amazon Alexa. Semplice da configurare, con tutte le informazioni che si desiderano, anche l’Audi virtual cockpit che ha un display full HD da 12,2”, dietro il volante. Stesse caratteristiche estetiche e interne anche per l’altra auto della nostra prova, la mild hybrid 2.0 (40) TDI quattro S tronic da 204 cavalli che, a parità di handling, risulta avere qualche vibrazione in più, tipica del diesel ed è un pò meno reattiva rispetto alla plug-in. Per entrambe, tanti i sistemi di assistenza alla guida, specialmente se si sceglie il pacchetto Tour, di serie dal secondo livello di allestimento.

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