Incontro interlocutorio tra i 5 stelle e Marta Cartabia, anche se le distanze tra i primi e la seconda rimangono. Soprattutto in relazione alle proposte avanzate dalla commissione creata dalla guardasigilli per studiare ipotesi di riforma del processo penale. Sono almeno tre i punti della relazione del gruppo di studio, guidato da Giorgio Lattanzi, sui quali i 5 stelle hanno confermato la loro contrarietà: la possibilità che il Parlamento “determini periodicamente, anche sulla base di una relazione presentata dal Consiglio Superiore della Magistratura, i criteri generali necessari a garantire efficacia e uniformità nell’esercizio dell’azione penale e nella trattazione dei processi”. E poi la riforma dell’appello, che sbarra la strada dei ricorsi per i pm sia quando l’imputato è condannato che anche quando è stato assolto: una riforma che sembra una versione riveduta e corretta della legge Pecorella, approvata durante il governo Berlusconi. Infine la prescrizione: anche secondo la commissione Lattanzi non è urgente toccare la legge Bonafede, ma nella sua lunga relazione ha comunque avanzato ben due proposte di riforma.

Dal suo punto di vista la ministra ha fatto sapere di essere disposta a mediare. Soprattutto in tema di prescrizione e inappellabilità delle sentenze per il pm, dalla guardasigilli è arrivato l’invito ai 5 stelle a indicare correttivi tecnici alternativi. Che ovviamente devono rappresentare una soluzione politicamente accettabile per tutta la maggioranza: ed è questo il vero nodo che appare insolubile. Per il resto durante l’incontro i 5 stelle hanno chiesto di procedere con urgenza con la riforma del Csm: su questo punto la ministra terrà una riunione con i capigruppo della maggioranza, venerdì 4 giugno. Sulla riforma della giustizia penale, hanno ovviamente condiviso il principio della velocizzazione dei processi, “ma questo non deve mai tradursi in denegata giustizia”. La delegazione era composta dal capogruppo alla Camera Davide Crippa, l’ex guardasigilli Alfonso Bonafede, il capogruppo in commissione Giustizia di Montecitorio Eugenio Saitta, e i senatori Andrea Cioffi, Felicia Guadiano e Arnaldo Lomuti.

Oggi intanto il presidente della commissione giustizia della Camera, Mario Perantoni, ha dichiarato inammissibili in via definitiva gli emendamenti del centrodestra che volevano riformare l’abuso d’ufficio e di altri reati contro la pubblica amministrazione, come il peculato o la malversazione. Il berlusconiano Pierantonio Zanettin e il leghista Roberto Turri hanno preannunciato ricorso al presidente della Camera Roberto Fico. Perantoni già mercoledì scorso aveva dichiarato inammissibili tali emendamenti per estraneità della materia: infatti la delega riguarda la riforma della procedura penale, mentre gli emendamenti propongono interventi sul codice sostanziale. in ogni caso erano stati presentati dei ricorsi da parte dei deputati che si erano visti esclusi le proprie proposte di modifica, ed oggi il presidente della Commissione si è pronunciato definitivamente. Il termine per presentare gli emendamenti al ddl che riforma il Csm, invece, è stato fissato a giovedì 3 giugno alle 17.

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