I libri vanno sempre letti fino in fondo. A costo di avere uno Scaffale dei Libri più scarno numericamente, ma più ricco qualitativamente. L’anatra sposa di Marta Ceroni (Bompiani) è uno di quei titoli che non vanno messi di lato dopo la classica scrollatina di 30-40 pagine. Bisogna entrarci in contatto epidermicamente al respiro, all’odore, al pulsare della vita nel 1976 (e anno seguente) a Ghirole, paesino della bassa padana, abbastanza vicino a Brescello per tratteggiare vaghi riferimenti politici alla Guareschi (parroci e comunisti), abbastanza lontano da una qualsiasi urbanizzazione progresso di quegli anni per tastarne con l’intelletto l’isolamento temporale e culturale modello new agrarian style (Alessio Torino, Jean-Baptiste Del Amo). La piena del Po, le stagioni che passano, gli argini, le lanche, la cava, i pioppi, il bar del paese sono i drappeggi quasi metafisici di un quadro narrativo stratificato di mansioni semplici (le sartine, il falegname, il postino, le suorine) e denso di personaggi, imperniato su uno scambio simbolico e carnale pennuto/umano tra una giovane mascolina ragazza di campagna e un virgulto pastore di passaggio. Così il racconto della Ceroni invece di incartarsi classicamente tra ruffianerie rurali ruspanti tutte in superficie, prende le distanze dell’emozionalità più scontata, mostra in controluce nascite, morti, svezzamenti, pettegolezzi (dicono nel libro “contenere il tumulto naturale degli eventi”), fino ad accumulare un peso specifico imponente sgorlonian soldatiano tutto impercettibili sussulti e mai colpi di scena, terminologie autenticamente naif (“stato interessante”, “saltafossi”, “fiero malumore”), oggetti d’epoca (il flit, la spuma, le cartoline, l’uovo per cucire le calze) e un’istintiva attrazione sentimental sessuale in sottofinale che si palesa sgorgando antica e profonda nel riflesso dei fossi al tramonto. Voto (rigorosamente dalla casa delle donne di Quadra Pazzaglia): 8

INDIETRO

Lo Scaffale dei Libri la nostra rubrica settimanale: diamo i voti a Meli, Ceroni, Cerlini

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Canneto sull’Oglio, rinasce il “mulino Einstein”: accordo per restaurare la centrale idroelettrica realizzata nel 1898 dal padre di Albert

next
Articolo Successivo

Puntiamo sui musei locali. Così forse impareremo a conoscere i tesori dietro casa

next