Alexei Navalny continua a scontare la sua pena nella colonia penale di Vladimir, a duecento chilometri da Mosca, mentre gli uffici della sua organizzazione vengono smantellati in tutta la Russia. E Mosca continua ad accanirsi contro gli oppositori politici. L’ultimo caso è quello di Olga Misik, studentessa dell’Università di Mosca condannata a due anni e due mesi di misure restrittive della libertà. In particolare, le è stato imposto un coprifuoco ad hoc e per questo lasso di tempo non potrà uscire di casa fra le dieci di sera e le sei del mattino.

Misk, insieme ad altri due ragazzi, Ivan Vorobyevsky e Igor Basharimov, sono stati giudicati colpevoli di vandalismo per aver affisso un poster in sostegno dei prigionieri politici sulla facciata degli uffici della procura generale e macchiato una guardiola di fronte al palazzo nell’agosto del 2020, una azione che, secondo l’accusa, ha provocato danni per l’equivalente di 47 euro. Le misure restrittive per Vorobyevsky e Basharimov dureranno un anno e nove mesi.

La 19enne, ai domiciliari già da nove mesi, si è imposta come una delle personalità più note del movimento di protesta contro il regime di Putin dopo che, nel luglio del 2019, durante una manifestazione contro il bando alla candidatura di esponenti del movimento di Aleksei Navalny alle elezioni comunali di Mosca, si era seduta sul selciato e aveva letto la Costituzione di fronte allo schieramento di forze anti sommossa.

Il video della sua dichiarazione di fronte ai giudici, prima della chiusura del processo, è diventato virale. “Preferisco essere considerata folle da voi che senza speranza da me”, aveva detto, rifiutando di negare le azioni di protesta in cui era stata implicata. “Mi chiedono spesso se ho paura, ma non ne ho mai avuta. Fuori dalla Russia non capiscono cosa significhi sentir bussare alla porta in mezzo alla notte, gli arresti e la detenzione senza ragione o causa. Mi posso sentire senza speranza, scoraggiata, confusa, ansiosa, arrabbiata, ma la politica o l’attivismo non mi hanno mai dato la sensazione di paura. Non prometto una vittoria per domani, dopodomani o fra un anno o dieci. Ma prima o poi vinceremo”, aveva aggiunto paragonandosi alla giovane tedesca anti nazista Sophie Scholl.

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