Dopo settimane di ostruzionismo in commissione Giustizia da parte del centrodestra e del presidente leghista Andrea Ostellari, e l’annuncio di un disegno di legge alternativo rispetto a quello a prima firma Zan già approvato a larga maggioranza alla Camera, c’è stato un passo avanti nel percorso verso l’approvazione del provvedimento contro l’omotransfobia.
La commissione Giustizia ha deciso che il disegno di legge già approvato a Montecitorio sarà discusso “da solo” e non accorpato agli altri disegni di legge, come invece volevano le forza di centrodestra, in modo da allungare il carico di lavoro e gli stessi tempi. Una decisione che è arrivata dopo uno scontro in commissione, con l’attuale maggioranza che si è spaccata: 12 voti favorevoli e 9 contrari (Lega, FdI e parte di Forza Italia). A prevalere è stata l’area della vecchia maggioranza (Pd, M5s, Leu e Iv), così saranno quindi disgiunte le altre quattro proposte (due del M5s, una del Pd e una del gruppo delle Autonomie) che erano state accorpate e calendarizzate la settimana scorsa. Critico il centrodestra, che ha già annunciato la presentazione di un altro testo: “Potrà ora essere abbinato durante la discussione in commissione, fino al voto” (che porterà all’adozione del testo che arriverà in Aula, ndr), ha chiarito il presidente Ostellari, già sotto accusa dal centrosinistra e dal M5s per aver tenuto in ostaggio il dibattito nelle ultime settimane. “Ora c’è un problema politico per la maggioranza, noi riteniamo che ci sono riforme più urgenti, quelle che il governo ha già messo nella sua agenda”, ha contestato il leghista Simone Pillon. Per poi continuare: “Vanno avanti prendendo ordini da Fedez…”.
Eppure, dopo che lo stesso Salvini aveva spiegato come la legge contro l’omofobia “non fosse una priorità” e dopo anni in cui il Carroccio si era sempre opposto, la stessa Lega insieme a Forza Italia aveva annunciato il suo testo. Un provvedimento che annacqua il testo Zan, diminuendo pure le tutele per tutti i crimini d’odio: “Presentato solo per affossare il provvedimento e allungare i tempi? Più ampia è la discussione, maggiore il contributo”, ha tagliato corto Ostellari. Mentre Pillon, pur evocando la spaccatura nella maggioranza, ha frenato sulle conseguenze politiche: “Via dalla maggioranza se il Ddl Zan sarà approvato? Non spetta a me dirlo…”. Dal fronte Pd-M5s, invece, si esulta: “Il dibattito continuerà, chiaro che non sarà vietato il dialogo a nessuno, deciderà il presidente se abbinare il testo del centrodestra in arrivo. Ma intanto c’è un dato politico: è stato ristabilito un percorso, dopo mesi di ostruzionismo”, hanno concluso i dem Simona Malpezzi e Franco Mirabelli.

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