Vale più di quanto immaginato il vaccino contro il Covid messo a punto da Pfizer e BioNtech. Il colosso statunitense, terzo gruppo farmaceutico al mondo, ha diffuso oggi i dati sul primo trimestre del 2021 in cui scrive anche di attendersi ricavi dal vaccino per 26 miliardi di dollari (21,6 miliardi di euro) nell’intero 2021. La previsione precedente, di soli tre mesi fa, era di 15 miliardi. Le fiale sono insomma una miniera d’oro anche perché l’insufficienza dell’offerta rispetto alla domanda consente ai produttori di chiudere contratti sempre più vantaggiosi. Vanno per contro estremamente a rilento le forniture che dovrebbero servire ad immunizzare le popolazioni dei paesi più poveri, favorendo così il rischio della nascita di nuove varianti. Sinora Pfizer ha distribuito l’85% delle dosi a paesi ricchi con un prezzo per fiala che oscilla tra i 13,5 e i 39 dollari a seconda dei contratti.

Solo nei primi tre mesi del 2021 il vaccino ha portato nelle casse di Pfizer 3,5 miliardi di dollari alzando gli incassi complessivi a 14,6 miliardi, con un incremento del 45% rispetto allo stesso periodo del 2020. Senza la voce vaccini l’incremento del fatturato è dell’8%. Per l’intero anno il gruppo si attende incassi complessivi per circa 72 miliardi di dollari di cui 26, come detto, provenienti dalla vendita di vaccini. Pfizer ha in essere contratti per vendere quest’anno 1,6 miliardi di dosi. Oltre alla voce vaccini, nel primo trimestre hanno registrato incrementi dei ricavi, seppur più modesti, anche le produzioni di farmaci oncologici, per la medicina interna, le malattie rare, infiammazioni e immunologia.

Nei primi 3 mesi dell’anno il gruppo ha distribuito un dividendo da 2,2 miliardi di dollari ai suoi azionisti. 160 milioni andranno al primo azionista Vanguard Group che ha una quota del 7,6%. Altri 121 milioni al secondo azionista State Street e poco meno ai fondi Blackrock e Capital Research. Pfizer ha a disposizione 5,3 miliardi di dollari per operazioni di buy back, vale a dire il riacquisto sui mercati di azioni proprie che spinge al rialzo il valore dei titoli a beneficio dei soci. Al di là di quanto dichiarano i vertici del gruppo anche il vaccino Pfizer ha ricevuto sostanziosi fondi pubblici nella fase di sviluppo del farmaco, la più rischiosa da un punto di vista imprenditoriale. BioNtech ha avuto finanziamenti dal governo tedesco per circa mezzo miliardo di euro, Pfizer pagamenti dall’amministrazione Usa prima che il farmaco fosse pronto per 2,5 miliardi.

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