A tre giorni dal commento dell’Economist che sottolineava come le altissime aspettative nei confronti del presidente del Consiglio Mario Draghi dovessero virare su ambizioni più moderate, arriva l’elogio al premier dalle colonne del Financial Times. Il quotidiano finanziario in un articolo pubblicato sull’edizione cartacea di ieri dal titolo “L’Italia ‘delinquente’ diventa un modello”, racconta il cambio di marcia del nostro Paese in Europa, che proprio grazia all’autorevolezza dell’ex presidente della Bce ha disteso i rapporti con Bruxelles, distinguendosi per diverse e nette prese di posizione nette, dal blocco dell’esportazione dei vaccini in Australia fino allo scontro diplomatico con Ankara, definito “dittatore” da Draghi.

Il passaggio sull’Italia ‘delinquente’ che nell’edizione cartacea compare anche nel titolo (a lato) è tratto dal virgolettato di Jana Puglierin, senior policy fellow presso l’European Council on Foreign Relations, che al quotidiano ha detto: “L’Italia è sempre stata vista come il giovane delinquente d’Europa, e ora è il modello europeo”. Nella versione online dell’articolo (sopra), però, che mantiene lo stesso testo, la parola “delinquente” non compare nel titolo, che diventa semplicemente “Come l’Italia di Draghi è diventata ‘modello europeo'”.

Il Financial Times scrive che “due anni fa l’Italia rischiava di diventare un paria all’interno dell’Unione europea”, e cita “un furioso Emmanuel Macron” che “aveva richiamato il suo ambasciatore a Roma” dopo l’incontro tra Di Maio e alcuni esponenti dei gilet gialli, oltre alle invettive via social di Matteo Salvini contro Bruxelles. “Dietro le quinte i diplomatici italiani si sono trovati sempre più isolati, il loro governo visto da molti come un partner instabile e inaffidabile guidato da politici che volevano indebolire l’Ue, e flirtare con Mosca e Pechino. Ma a meno di tre mesi dall’inizio del governo di unità nazionale del primo ministro Mario Draghi, non solo la voce di Roma viene ascoltata forte e chiara a Parigi e Berlino, ma sta sempre più fissando l’agenda mentre l’UE tenta di uscire dalla pandemia Covid-19″.

Il giornale aggiunge che oggi Draghi presenterà il suo piano all’Europa, fatto di “riforme strutturali considerate fondamentali per l’intera credibilità dello sforzo di ripresa post-Covid dell’Europa”. Nonostante “l’Italia gestirà il suo più grande deficit di bilancio dall’inizio degli anni ’90”, per ora i mercati finanziari “spesso preoccupati per l’entità del debito pubblico italiano, restano indifferenti, segno di fiducia nel nuovo premier”.

Il tutto mentre “i rapporti in precedenza difficili tra Roma e Parigi sono improvvisamente sbocciati. Draghi chiama regolarmente Macron per discutere della pandemia e di altre questioni strategiche” e ricorda che la Francia ha sostenuto il premier italiano anche a febbraio, quando ha deciso di bloccare le esportazioni di vaccini in Paesi extra-Ue. E Draghi ha anche preso posizione su Erdogan, chiamandolo apertamente “dittatore” mentre altri leader Ue rimanevano in silenzio. Positiva l’accoglienza del premier anche in Germania ed Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri italiano sotto il primo governo di Conte, interpellato da Ft ha sottolineato che l’Italia finora era stata percepita come un Paese dal “forte potenziale ma dalle prestazioni deboli”, mentre “il fatto che il governo italiano sia ora guidato da qualcuno con una vasta esperienza professionale nel trattare con governi e controparti estere è di per sé un elemento importante del cambiamento“. Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto per gli affari internazionali di Roma sottolinea però che, per quanto al momento Draghi sia visto come l’uomo dei miracoli, non è infallibile e può commettere errori.

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