Bugie, segreti, manipolazioni, ricatti affettivi e un trauma lacerante dal quale è uscita solo grazie al supporto di una psicologa. Per la prima volta, l’attrice Andrea Osvárt ha raccontato di essere sopravvissuta a una relazione tossica e molto dolorosa e l’ha fatto con una confessione inaspettata durante la prima puntata della nuova serie di Sopravvissute, il programma di Rai3 ideato e condotto da Matilde D’Errico, che ha debuttato con ottimi numeri, quasi il 5% di share e 763 mila spettatori. «Ho subito le manipolazioni di una persona narcisista e ho avuto delle conseguenze serie», ha rivelato la Osvárt, che da qualche anno è tornata a vivere in Ungheria dopo tanti successi in Italia, tra cui il Festival di Sanremo del 2008, che co-condusse con Pippo Baudo, Bianca Guaccero e Piero Chiambretti.

L’incontro tra l’attrice e quest’uomo – di cui non ha rivelato l’identità – avvenne tramite amici comuni proprio quando lei tornò a vivere a Budapest. «Non trovavo il mio posto, mi sentivo sola», ha spiegato la Osvárt. E proprio in questa solitudine s’infila lui, senza ovviamente rivelare la sua personalità complessa che nasconde le modalità d’azione tipiche di un bugiardo patologico. Eppure i campanelli d’allarme scattano quasi subito: prima il cellulare sempre con lo schermo al rovescio, poi le scuse per stare da solo e ancora i messaggi e le chiamate sospette. «La mia voce interna mi diceva che c’era qualcosa che non andava, ma non facevo troppe domande». Tra le bugie più clamorose, c’è anche quella che riguarda un misterioso armadio che l’uomo impediva alla compagna di aprire: «Mi diceva che conteneva delle cose appartenenti alla sua ex moglie che prima o poi le avrebbe restituito», ha raccontato. Invece capirà in seguito che anche quello è solo il segnale di una doppia vita, che riesce a condurre per lunghi mesi senza mai farsi scoprire. Nel frattempo la allontana da amici e parenti per costringerla a concentrarsi esclusivamente su di lui, in una sorta di devozione totale che la fa cadere nel vortice doloroso dell’abuso psicologico, fatto di ricatti affettivi e silenzi punitivi che di fatto la fanno sentire invisibile. «Pretendeva una devozione totale. Mi diceva: “Non hai bisogno di lavorare, abbiamo tutto, ti mantengo io”. Non approvava che io andassi in giro e mi facessi vedere. Mi voleva mettere in una gabbia d’oro».

Poi però ecco il passo falso, quello che spazza via il castello di carta costruito per quasi un anno. Essendo Andrea Osvárt un personaggio molto noto anche in Ungheria, dove recita in serie di successo, l’uomo non voleva mai farsi fotografare con lei, proprio per non uscire allo scoperto. «In questo è stato un genio, perché non era facile condurre una vita parallela con una persona nota. Lui invece riusciva a ingannare più persone contemporaneamente», ha sottolineato l’attrice. Il colpo di scena avviene a un concerto, quando la coppia viene fotografata e lo scatto finisce sui giornali. Pochi giorni dopo la compagna dell’uomo contatta la Osvárt su Facebook per chiederle come stanno le cose: «Era una ragazza giovane e molto educata che mi chiedeva se l’uomo con cui mi avevano fotografato fosse proprio lui. A quel punto è uscita fuori una valanga di bugie». Dopo un anno di vita vissuta in apnea, la Osvárt prende il cellulare del compagno e scopre che lui ha condotto per tutto quel tempo una doppia vita ingannandola in maniera clamorosa. «Questo ovviamente mi ha creato dei danni psicologici seri e profondi», ha ammesso raccontandosi a Matilde D’Errico. «Io mi sono rivolta a una psicologa perché non riuscivo a dormire, a mangiare, ho dovuto usare dei tranquillanti perché mi tornavano i palpiti di cuore ed ero angosciata». Per lasciarsi tutto alle spalle ha condotto un percorso psicologico, anche per «capire le dinamiche dell’infanzia e dell’adolescenza che ti fanno cadere in una trappola del genere. E nel frattempo ho imparato che aiutando gli altri posso aiutare me stessa». Per questo da qualche tempo ha aperto un blog in cui spiega le dinamiche, i meccanismi e gli istinti del narcisista. «Non riuscivo a condividere pensieri e malessere con nessuno ma per sopravvivere a questo trauma sentivo di dovermi aprire. Aiutando gli atri mi sono aiutata da sola».

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