«Sull’Ares Gate ho detto tutta la verità a chi di dovere». Dopo settimane di silenzio, Gabriel Garko è tornato a parlare del caso che lo vede indirettamente protagonista, tanto che qualche settimana fa è stato sentito come persona informata sui fatti dal pm romano Carlo Villani che segue l’indagine sull’istigazione al suicidio dello sceneggiatore Teodosio Losito. Il quale, come svelato dal Corriere della Sera, qualche anno fa gli inviò una mail al vetriolo che frasi shock tipo «ai provini ti schifavano, non interessavi, non ti voleva nessuno» o «Tarallo ti ha mascolinizzato. Sei una persona molto arida. Hai saputo mettere le persone una contro l’altra, con i tuoi comportamenti da mign…». Di questo e del caso Ana Bettz – in cui è stato coinvolto per alcuni presunti pagamenti in nero – ha parlato in una lunga intervista al settimanale Chi in cui dà la sua versione dei fatti.

GARKO E IL COLPO BASSO DELLA MAIL DI LOSITO

Gabriel Garko non nasconde il fastidio per la «gogna mdiatica» e anche il dolore per essere nuovamente finito sui giornali per via di questi due casi giudiziari e rispetto all’Ares Gate spiega: «Spero che presto, nel bene e nel male, si faccia luce su questa brutta vicenda. È assurdo che la vita mi riporti, in continuazione, al passato». Rispetto alla lettera di Losito, precisa che si tratta di una mail personale che gli inviò dalla sua posta personale: «Non ho capito il motivo di tirarla fuori, visto che si trattava di un messaggio privato. L’ho trovato un colpo basso e irrispettoso». Quanto al contenuto, respinge le accuse e dice: «Mai stato fautore della “mignottocrazia” e mai nessuno ha mascolinizzato nessuno. Come se poi ci fosse qualcosa di sbagliato nell’essere più o meno effeminati». A quella mail l’attore rivela di non aver mai risposto nonostante fosse stato molto ferito «da una serie di epiteti gratuiti e senza senso. Una mail distruttiva, dettata da rabbia e risentimento non appena decisi di lasciare produzione e agenzia per inseguire nuovi orizzonti professionali».

IL CASO BETTZ E PRESUNTI PAGAMENTI IN NERO

Nell’intervista a Chi Garko risponde anche alle domande sul caso Ana Bettz, l’ereditiera imprenditrice – al secolo Anna Bettozzi, vedova del petroliere Sergio Di Cesare – arrestata qualche settimana fa con accuse molto pesanti che vanno dall’associazione a delinquere al riciclaggio e frode fiscale. «Io e la signora ci siamo conosciuti per motivi professionali qualche anno fa. Avrei dovuto girare uno spot pubblicitario che, alla fine, non è mai stato realizzato perché il progetto non mi convinceva», precisa Gabriel Garko smentendo le ricostruzioni degli ultimi giorni anche sul loro legame sentimentale e soprattutto sui presunti pagamenti in nero ricevuti dall’imprenditrice. «Se durante una conversazione intercettata le dicessi “Quando ti vedo ti ammazzo”, chi ascolta la conversazione dovrebbe andare davvero a cercare il suo cadavere? Suvvia, al telefono si può dire di tutto e, a ogni modo, non ricordo quella telefonata».

IL FILM CON CAGE E IL GOSSIP SU ZORZI

Oltre alle grane legali, nell’intervista c’è poi spazio per il lavoro e la vita privata. Garko rivela di essere stato contattato per diverse proposte e soprattutto che a breve inizierà le riprese di un nuovo film dal cast internazionale: oltre a lui ci saranno Nicolas Cage, John Malkovich ed Eric Roberts. «I cliché che un attore omosessuale smetta di lavorare non hanno più motivo di esistere», osserva. Quanto all’amore, si dichiara single – «faccio molta fatica ad acchiappare» – e sulle paparazzate con Tommaso Zorzi, precisa: «Siamo solo amici. Ci siamo visti a Milano e una volta a Roma a casa di Stefania Orlando».

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