“Su questa storia di Olesya vorrei mettere un punto. Al di là di alcune polemiche questa verifica andava fatta, senza remore. Ci sono state in questi anni segnalazioni meno meritevoli di verifica, qui per alcune analogie e per altri motivi la verifica andava fatta. Ovviamente il metodo che i russi pretendevano io non lo avrei accettato: loro il Dna di Olesya lo avevano, ma io sarei dovuta andare in quella trasmissione a fare quel teatrino e non mi sarei mai prestata a questo”, ha dichiarato Piera Maggio a “Chi l’ha visto?” tornando sul discusso caso di Olesya Rostova, la giovane ragazza russa che in tv aveva raccontato di essere stata rapita da piccola e che era finita al centro della scena per la presunta somiglianza con Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo il 1 settembre 2004.

Embargo, buste, dna negati: l’approccio professionale dalla tv russa ha fatto molto discutere. L’esito, dopo il confronto del gruppo sanguigno, ha comunque escluso che Olesya potesse essere la piccola Denise: “L’unico metodo per accelerare i tempi era chiedere il gruppo sanguigno che serviva per evitare lo step successivo. Frazzitta è stato bravissimo perché ci ha speso nottate per fare questo. Perché non si è subito proceduto a dare subito tutto alla Procura? Perché sarebbero passati mesi e io non potevo aspettare, a me interessava sapere se era mia figlia o meno, se la ragazza ci marcia su o meno a noi poco ci importa. Si è parlato molto dell’embargo, io l’ho saputo nell’immediatezza, appena è stato comunicato al mio legale”, ha aggiunto la mamma di Denise nel corso della sua ospitata nella trasmissione condotta da Federica Sciarelli.

La storia dopo diciassette anni è tornata attuale e la signora Maggio continua a cercare sua figlia: “Quello che sta succedendo in questi giorni, mai come in questo momento, è forte ed è sentito, tutti stanno cercando di aiutarci, io ho fatto appello a tutti per diffondere la scheda di Denise. Noi non molliamo perché vogliamo la verità, volgiamo giustizia ma soprattutto non ho mai perso la speranza di abbracciare Denise, che è sempre viva e con noi. Ci sono persone che ci hanno messo anima e cuore per far sì che Denise tornasse a casa, altri incompetenti e altri che invece di aiutare non favorivano le indagini”. Un punto su cui si è espresso anche Giocamo Frazzitta, avvocato della famiglia: “Qualcuno delle forze dell’ordine di quell’epoca ci racconti come sono andati i fatti, come è accaduto con il caso Cucchi quando agenti si sono dissociati, visto che ci sono Pm che sono stati traditi nell’esercizio delle loro funzioni.”

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